

Lavorare non sempre basta più per assicurare una vita dignitosa. È questo il problema sollevato dalla CISL Molise, che richiama l’attenzione delle istituzioni sulle crescenti difficoltà economiche affrontate da lavoratori, pensionati e famiglie, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, rincari energetici e incertezza economica.
A intervenire è Antonio D’Alessandro, coordinatore dell’Area Sindacale Territoriale della CISL Molise, che evidenzia come l’aumento del costo della vita stia progressivamente riducendo il potere d’acquisto dei cittadini, rendendo sempre più complicato sostenere anche le spese quotidiane.
Una situazione che, secondo il rappresentante sindacale, assume caratteristiche particolarmente preoccupanti in Molise, dove la fragilità del tessuto economico e produttivo rischia di amplificare gli effetti delle difficoltà che interessano l’intero Paese.
Il problema non riguarda soltanto il prezzo dei beni alimentari o delle utenze domestiche. A pesare sulle famiglie è soprattutto la distanza crescente tra redditi disponibili e spese necessarie, con conseguenze che incidono direttamente sulla qualità della vita.
Secondo la CISL, sono soprattutto i lavoratori con retribuzioni contenute, gli addetti ai servizi essenziali, gli operatori della logistica, i precari, le famiglie che possono contare su un unico stipendio e i pensionati con assegni minimi a subire maggiormente gli effetti della situazione economica.
Per molte persone, sottolinea D’Alessandro, diventa necessario ridimensionare i consumi, rinviare decisioni importanti e, nei casi più difficili, rinunciare persino a prestazioni sanitarie. Una condizione che genera preoccupazione anche tra i giovani, alle prese con prospettive occupazionali ed economiche sempre più incerte.
Il coordinatore sindacale pone inoltre l’accento sulle caratteristiche strutturali del Molise, una regione nella quale la limitata presenza di grandi realtà industriali e la debolezza di alcune componenti del sistema economico rendono più difficile affrontare gli effetti delle crisi internazionali.
Da qui la necessità, secondo la CISL, di adottare interventi capaci di sostenere concretamente i redditi e garantire maggiori tutele alle categorie economicamente più vulnerabili.
L’attenzione del sindacato si concentra anche sulle politiche europee. Le tensioni internazionali e i cambiamenti legati alla transizione energetica, osserva D’Alessandro, non possono tradursi in ulteriori sacrifici per chi già fatica ad arrivare alla fine del mese.
Per questo vengono sollecitate risposte più tempestive da parte delle istituzioni nazionali ed europee, con misure che tengano conto delle esigenze dei territori e delle conseguenze sociali delle trasformazioni economiche.
La CISL Molise propone quindi la costruzione di un nuovo patto sociale, fondato sulla tutela del potere d’acquisto, sul contrasto al caro-vita, sul sostegno alle famiglie, sulla valorizzazione dei servizi pubblici e sulla protezione dei lavoratori più esposti.
L’obiettivo è riportare al centro delle scelte politiche la qualità dell’occupazione e la sicurezza economica delle persone, superando una situazione nella quale anche chi dispone di un lavoro rischia di non riuscire a soddisfare pienamente le proprie necessità.
Per D’Alessandro, la questione non può essere affrontata esclusivamente attraverso richiami alla capacità di sacrificio dei cittadini. Occorrono strumenti concreti, politiche sociali efficaci e una maggiore attenzione alle conseguenze che le decisioni economiche producono sulle comunità locali.
Il messaggio conclusivo della CISL è rivolto alle istituzioni a tutti i livelli: la difesa della dignità del lavoro deve diventare una priorità, attraverso un impegno condiviso che permetta di affrontare le difficoltà attuali senza lasciare indietro le fasce più fragili della popolazione.
Una richiesta che parte anche dal Molise, dove la tenuta economica delle famiglie e le prospettive delle nuove generazioni rappresentano questioni sempre più centrali per il futuro della regione.