

La carenza di medici negli ospedali molisani continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario regionale. A Isernia, le difficoltà nel reperire specialisti in Anestesia e rianimazione hanno spinto l’Asrem a rivolgersi a una struttura ospedaliera della Campania per garantire le prestazioni necessarie.
L’Azienda sanitaria regionale del Molise ha infatti sottoscritto una convenzione annuale con l’Azienda ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, finalizzata all’acquisto di prestazioni specialistiche da destinare all’ospedale “Ferdinando Veneziale” di Isernia.
Una soluzione che arriva dopo il mancato raggiungimento dei risultati sperati attraverso le procedure di reclutamento del personale medico. I concorsi attivati per colmare le carenze di organico non hanno consentito di individuare un numero sufficiente di professionisti, lasciando irrisolte le difficoltà operative del presidio ospedaliero.
La gravità della situazione emerge dalla stessa delibera firmata dal direttore generale dell’Asrem, Giovanni Di Santo, nella quale viene evidenziato come la carenza di anestesisti abbia ormai assunto le caratteristiche di una vera e propria emergenza.
Il ricorso alla collaborazione con l’ospedale casertano rappresenta dunque un tentativo di assicurare la continuità delle prestazioni specialistiche in un settore particolarmente delicato, strettamente collegato alle attività chirurgiche e alla gestione dei pazienti in condizioni critiche.
La convenzione avrà una durata di dodici mesi, ma resta aperta la questione strutturale della disponibilità di personale medico all’interno della sanità pubblica molisana.
L’accordo con Caserta mette infatti in evidenza una difficoltà che va oltre la singola struttura ospedaliera: l’incapacità delle procedure concorsuali, almeno fino a questo momento, di fornire risposte adeguate al fabbisogno di specialisti.
Se da un lato l’intesa consente all’Asrem di individuare una risposta alle necessità immediate del Veneziale, dall’altro pone interrogativi sulle prospettive a lungo termine. La possibilità di ricorrere a professionisti provenienti da altre regioni può contribuire a fronteggiare l’emergenza, ma non sostituisce la necessità di ricostituire organici stabili.
Per l’ospedale di Isernia si apre così un nuovo periodo di gestione delle criticità, con l’obiettivo di garantire i servizi sanitari essenziali mentre resta ancora da risolvere il problema del reclutamento dei medici specialisti.