

Si conclude oggi, venerdì 16 ottobre, la serie di accertamenti informatici avviata nelle scuole molisane nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute lo scorso dicembre dopo un avvelenamento da ricina.
Questa mattina, poco dopo le 9, gli investigatori della Squadra Mobile e del Servizio Centrale Operativo (SCO) hanno raggiunto il liceo delle Scienze Umane di Casacalenda per eseguire la quarta perquisizione disposta dalla Procura di Larino.
L’attenzione degli agenti è concentrata sui dispositivi informatici presenti nell’istituto. L’obiettivo è individuare eventuali elementi riconducibili a ricerche effettuate su Internet riguardanti la ricina, la sostanza altamente tossica al centro dell’indagine.
La scuola di Casacalenda è quella nella quale insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, rispettivamente padre e marito delle due vittime. Un collegamento familiare che rappresenta uno degli elementi di contesto degli accertamenti, senza che questo comporti automaticamente responsabilità o coinvolgimenti nella vicenda.
L’intervento odierno arriva al termine di una settimana caratterizzata da verifiche in quattro diversi istituti scolastici della regione.
Le prime operazioni hanno interessato l’istituto Agrario di Riccia, dove lavora il marito di una docente amica di Gianni Di Vita. Successivamente gli investigatori hanno raggiunto il liceo Scientifico dello stesso comune, nel quale insegna la professoressa.
Nella giornata di ieri, invece, i controlli si sono spostati al liceo Classico di Campobasso, frequentato fino allo scorso anno scolastico da Sara Di Vita e dalla sorella Alice.
Con l’ispezione di Casacalenda si completa dunque il programma delle quattro perquisizioni, finalizzate alla ricerca di possibili tracce informatiche utili a ricostruire le circostanze dell’avvelenamento.
Al momento non sono stati resi noti gli eventuali risultati delle verifiche effettuate nei diversi istituti, né se siano stati individuati elementi di interesse investigativo.
L’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino prosegue nel tentativo di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda che, a distanza di mesi dalla morte delle due donne, continua a presentare interrogativi ancora senza risposta.
Gli accertamenti sui computer potrebbero contribuire a individuare nuovi elementi, ma sarà necessario attendere gli esiti delle analisi investigative per comprenderne l’effettiva rilevanza.