

CAMPOBASSO – La pazienza è ormai agli sgoccioli e le promesse non bastano più. Autotrasportatori e agricoltori tornano a far sentire la propria voce nel capoluogo molisano, portando ancora una volta sulle strade una protesta che racconta le difficoltà di interi settori produttivi, alle prese con costi di gestione sempre più difficili da sostenere.
Questa mattina, 21 ottobre, una lunga colonna di camion e trattori ha raggiunto Campobasso, trasformando le principali arterie cittadine nel teatro di una nuova mobilitazione. Il corteo, partito dall’area industriale di Campochiaro, ha fatto il suo ingresso in città poco prima delle 10 attraverso Porta Napoli, accompagnato dalle forze dell’ordine.
A unire i manifestanti lo slogan “Insieme per il nostro futuro”, un messaggio che sintetizza le preoccupazioni di chi teme di non riuscire più a garantire la continuità della propria attività lavorativa.
Al centro della contestazione resta l’aumento dei costi, a partire dal carburante, diventato uno dei principali problemi per chi lavora quotidianamente su strada e nei campi. Una situazione che, secondo i rappresentanti delle categorie coinvolte, richiede provvedimenti urgenti e risposte concrete, prima che le difficoltà economiche compromettano ulteriormente la tenuta delle imprese.
La mobilitazione arriva all’indomani dell’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il cui esito non ha soddisfatto i lavoratori. Il confronto non sembra aver prodotto quelle rassicurazioni e quelle soluzioni immediate che i manifestanti chiedono ormai da tempo.
La protesta si è spostata anche sul piano istituzionale. Una delegazione di autotrasportatori e agricoltori è stata ricevuta nell’aula del Consiglio comunale di Campobasso, dove era in corso una seduta dell’assemblea cittadina.
Ad accogliere i rappresentanti delle categorie è stata la sindaca Marialuisa Forte, che ha espresso apertamente la propria vicinanza alle ragioni della mobilitazione: “La vostra battaglia è la nostra battaglia”.
Una posizione condivisa anche dagli altri gruppi politici presenti in Consiglio, che hanno manifestato solidarietà ai lavoratori e alle loro richieste.
Ma proprio davanti alle istituzioni è emersa con forza la crescente sfiducia di chi protesta. “Siamo stanchi delle promesse”, hanno ribadito i rappresentanti delle categorie, chiedendo che alle dichiarazioni di sostegno seguano finalmente interventi capaci di incidere sulle difficoltà quotidiane.
Intanto, il passaggio dei numerosi mezzi pesanti ha provocato rallentamenti alla circolazione nel centro cittadino, con ripercussioni sulla normale viabilità.
Quella che attraversa il Molise non è più soltanto una vertenza legata al prezzo del gasolio. È diventata una questione che coinvolge la sopravvivenza economica di aziende, lavoratori e famiglie, con possibili conseguenze anche sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento dei prodotti.
Il ritorno dei manifestanti nelle strade di Campobasso, a pochi giorni dalle precedenti iniziative, dimostra come la tensione resti elevata e come le risposte arrivate finora siano considerate insufficienti.
Il messaggio rivolto alla politica è chiaro: la solidarietà è apprezzata, ma senza misure concrete il rischio è che a fermarsi non siano soltanto i camion e i trattori della protesta, bensì le attività di chi ogni giorno contribuisce a tenere in piedi l’economia del territorio.
Immagine di archivio