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Campobasso, Iafigliola, Lombardi e Ruta firmano la sfiducia: “Fatti, non parole. Pronti a votarla”.



CAMPOBASSO. La mozione di sfiducia all’amministrazione comunale di Campobasso incassa l’adesione dei consiglieri Sabino Iafigliola, Stefano Lombardi e Pino Ruta. I rappresentanti di Cantiere Civico e Costruire Democrazia annunciano infatti di aver sottoscritto l’atto e confermano fin da ora la disponibilità a votarlo qualora arrivi all’esame del Consiglio comunale.

Una posizione affidata a una nota dal titolo eloquente: «Fatti, non parole».

I tre consiglieri ribadiscono la loro «più profonda sfiducia» nei confronti dell’esecutivo e ricordano di aver già manifestato politicamente la propria contrarietà attraverso i voti espressi in Aula, in particolare in occasione dell’approvazione del Bilancio e del Consuntivo.

Secondo Cantiere Civico e Costruire Democrazia, l’azione amministrativa sarebbe inadeguata e sarebbe quindi necessario arrivare quanto prima a una nuova consultazione elettorale, «restituendo la parola agli elettori».

Ma questa volta alle dichiarazioni si aggiunge un passaggio concreto.

Iafigliola, Lombardi e Ruta fanno sapere di essersi recati presso la Presidenza del Consiglio comunale e di aver sottoscritto la mozione di sfiducia, confermando pubblicamente che, qualora l’atto venga portato in Aula, il loro voto sarà favorevole.

Una presa di posizione che entra direttamente nella partita politica aperta attorno alla raccolta delle firme necessarie per consentire alla mozione di approdare in Consiglio.

I tre consiglieri, tuttavia, rilanciano anche una strada alternativa. Invitano infatti tutti i componenti dell’assise che intendano realmente porre fine all’esperienza amministrativa in corso a manifestare formalmente la propria posizione, eventualmente anche attraverso la sottoscrizione davanti a un notaio.

Ed è proprio su questo punto che il comunicato assume toni particolarmente duri. Cantiere Civico e Costruire Democrazia chiedono di evitare quelli che definiscono «i giochetti della vecchia peggiore politica» e fanno riferimento al possibile «percorso ad ostacoli di una seduta consiliare», circostanza della quale, sostengono, sarebbe consapevole anche il consigliere proponente.

Il messaggio politico lanciato da Iafigliola, Lombardi e Ruta è dunque chiaro: la sfiducia, secondo i tre consiglieri, deve essere certificata attraverso atti concreti e non soltanto attraverso dichiarazioni pubbliche.

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