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Il post di Vinicio: “La strategia dell’opossum in versione molisana”.



Torna oggi Il Post di Vinicio con una riflessione sulla vicenda sollevata dall’ex assessore regionale Gianfranco Vitagliano e sul silenzio che, a distanza di mesi, continua ad accompagnare gli interrogativi posti sul recupero di somme contestate nell’ambito dell’ARPA Molise.

Una domanda resta al centro del nuovo intervento: perché, nonostante le sollecitazioni, dalla politica regionale non sono ancora arrivate risposte?

Vinicio questa volta sintetizza la situazione con una metafora: “La strategia dell’opossum”.

Leggi il post completo:

𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗘𝗚𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗢𝗣𝗢𝗦𝗦𝗨𝗠 𝗜𝗡 𝗩𝗘𝗥𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗔𝗡𝗔

Nei post 𝗜 𝗙𝗜𝗡𝗧𝗜 𝗧𝗢𝗡𝗧𝗜 del 22 ottobre 2025 e 𝗜 𝗙𝗜𝗡𝗧𝗜 𝗧𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗜𝗜 del 10 dicembre 2025 avevo chiamato in causa dodici amministratori regionali, facendone i nomi.

Li riprendo.

Il primo, senz’altro, il presidente del Consiglio regionale del Molise: 𝐐𝐮𝐢𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞.

A seguire, a pari merito, il presidente della Giunta regionale 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐢 e tutti i capigruppo consiliari: 𝐀𝐫𝐦𝐚𝐧𝐝𝐢𝐧𝐨 𝐃’𝐄𝐠𝐢𝐝𝐢𝐨 (Fratelli d’Italia), 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐯𝐚𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 (Forza Italia), 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐏𝐚𝐬𝐬𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢 (Il Molise che vogliamo), 𝐅𝐚𝐛𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 (Noi Moderati), 𝐕𝐢𝐧𝐜𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐍𝐢𝐫𝐨 (Popolari per l’Italia), 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐒𝐚𝐛𝐮𝐬𝐜𝐨 (Lega Salvini), 𝐌𝐢𝐜𝐚𝐞𝐥𝐚 𝐅𝐚𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 (Partito Democratico; dal 1° febbraio 2026 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞), 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐆𝐫𝐞𝐜𝐨 (Movimento 5 Stelle), 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐨 (Costruire Democrazia), 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐆𝐫𝐚𝐯𝐢𝐧𝐚 (Gravina Presidente).

Avevo chiesto loro di esprimersi sulla vicenda denunciata da 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼, già assessore regionale, riguardante € 𝟵𝟴.𝟬𝟲𝟬,𝟮𝟱, corrispondenti alle maggiori somme che, secondo quanto accertato dalla Corte dei conti, 𝐐𝐮𝐢𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐏𝐚𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐞 avrebbe percepito quando era direttore generale dell’ARPA Molise.

La vicenda è stata oggetto di pronunce della magistratura contabile, tra cui la 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶, 𝗦𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝘀𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱’𝗮𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗻. 𝟭𝟬𝟲/𝟮𝟬𝟮𝟰.

Ma, al di là delle responsabilità accertate dalla magistratura contabile, restava ‒ e resta ‒ un’altra questione, molto semplice: 𝗹’𝗔𝗥𝗣𝗔 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲 𝗵𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲? 𝗘, 𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́?

𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 aveva segnalato la questione, con tre note, agli attuali vertici politici regionali.

𝗣𝗮𝗹𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀, 𝗻𝗼𝗻 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼.

I miei post contestavano proprio questo silenzio:

‒ 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗮 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗲 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼?

‒ 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́, 𝗱𝗶 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘁𝘁𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗺𝘂𝘁𝗮?

A distanza di mesi, 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮.

Nei post avevo anche lasciato ai lettori una scelta, ipotizzando che i politici chiamati in causa non avrebbero risposto né allo stesso 𝗩𝗶𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼, né alla comunità regionale:

𝗔) 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝗶𝗺𝗼𝗿𝗲?

𝗕) 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗴𝗻𝗮𝘃𝗶𝗮?

𝗖) 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝘂𝗿𝗯𝗶𝘇𝗶𝗮?

Oggi, invece, constato che la strategia è ormai fin troppo chiara.

È quella dell’ 𝗼𝗽𝗼𝘀𝘀𝘂𝗺:

«𝗙𝗶𝗻𝗴𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶, 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗶𝗮𝗻𝗼».

Nel frattempo, è possibile che 𝗩𝗶𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 abbia dato seguito alle denunce ‒ da lui preannunciate ‒sia alla giurisdizione ordinaria sia a quella contabile.

𝗦𝗲 𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗲 𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗲 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮𝘁𝗲, 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗼𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼.

𝗦𝘁𝗮𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲.

Questo post costituisce una mera riflessione sulla questione sollevata dall’ex assessore regionale 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗳𝗿𝗮𝗻𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 e ripresa dai media regionali.

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