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Molise, oltre metà dell’acqua potabile si perde nelle tubature: disperso il 53,9% delle risorse idriche.



Una rete idrica che continua a mostrare profonde criticità e un patrimonio d’acqua che, prima ancora di raggiungere le abitazioni, viene disperso in quantità allarmanti. Il Molise si conferma tra le regioni italiane con le maggiori perdite idriche, facendo registrare una percentuale del 53,9% dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione.

In sostanza, su 100 litri d’acqua introdotti nel sistema idrico regionale, quasi 54 non arrivano a essere contabilizzati come consumi degli utenti. Un dato che fotografa le difficoltà di infrastrutture evidentemente bisognose di interventi e che colloca il Molise ben al di sopra della media nazionale, attestata al 42%.

A evidenziare questa situazione è il rapporto “Le leve per la crescita. Coesione, competitività e modernizzazione istituzionale oltre la stagione del Pnrr”, pubblicato dal Mulino e curato dal presidente Roberto Garofoli su impulso dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci).

Il confronto territoriale restituisce un quadro particolarmente preoccupante. Soltanto due regioni registrano percentuali peggiori di quelle molisane: la Basilicata, dove le perdite raggiungono il 65,5%, e l’Abruzzo, con il 62,5%. Il Molise si colloca dunque al terzo posto tra le regioni considerate, con una dispersione superiore di quasi 12 punti percentuali rispetto alla media italiana.

Secondo quanto evidenziato nel documento, una parte delle perdite è fisiologica e inevitabile in qualsiasi sistema di distribuzione. A pesare maggiormente, tuttavia, è il deterioramento delle infrastrutture, con reti e impianti che in numerose aree del Paese risentono dell’età e di carenze strutturali accumulate nel tempo.

Una situazione che in Molise assume particolare rilevanza, considerando la necessità di garantire un servizio efficiente anche nei piccoli centri e nei territori caratterizzati da una distribuzione della popolazione particolarmente frammentata.

Le percentuali riportate nel rapporto pongono inevitabilmente una questione di priorità negli investimenti pubblici. Ridurre le dispersioni significa recuperare una risorsa preziosa, migliorare l’efficienza degli acquedotti e contenere i costi legati alla gestione e alla distribuzione dell’acqua.

Il dato del 53,9% rappresenta inoltre un indicatore della distanza che ancora separa il sistema idrico molisano da livelli soddisfacenti di efficienza. Una distanza che non può essere colmata soltanto attraverso interventi occasionali, ma richiede una programmazione organica, capace di individuare le tratte maggiormente deteriorate e intervenire sulle criticità più rilevanti.

In una regione che dispone di importanti risorse idriche, il paradosso è evidente: mentre l’acqua rappresenta un patrimonio strategico per il territorio, oltre la metà di quella immessa nella rete di distribuzione non viene contabilizzata nei consumi finali.

Il rapporto rilancia così una questione che riguarda direttamente il futuro delle infrastrutture molisane. La vera sfida non è soltanto assicurare la disponibilità della risorsa, ma riuscire a distribuirla senza continuare a disperderne una quota così elevata.

E con una percentuale del 53,9%, il Molise si trova davanti a un dato che impone una riflessione sulle condizioni delle reti, sull’efficacia degli investimenti e sulle responsabilità della programmazione pubblica. Perché ogni litro d’acqua recuperato rappresenta una risorsa restituita ai cittadini e al territorio.

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