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Il post di Vinicio: “Il sonno delle Toghe VI”.



Si chiude oggi con il sesto e ultimo capitolo la serie “Il sonno delle toghe in Molise”.

Vinicio torna sul rapporto tra politica e giustizia in Molise, tracciando un bilancio di vent’anni di procedimenti e inchieste e ponendo interrogativi sull’efficacia del sistema giudiziario quando al centro delle vicende finiscono esponenti politici.

Una riflessione critica, con lo sguardo rivolto anche al futuro e alle aspettative legate ai nuovi vertici delle Procure molisane.

Di seguito il post integrale di Vinicio.

𝗜𝗟 𝗦𝗢𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗧𝗢𝗚𝗛𝗘 𝗩𝗜

𝗟𝗮 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 “𝗦𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗚𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮” 𝗶𝗻 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼
𝗮𝗹 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶.

𝑻𝒓𝒂𝒕𝒕𝒐 𝒅𝒂 𝑳𝒂 𝑮𝒊𝒖𝒔𝒕𝒊𝒛𝒊𝒂 𝒊𝒏 𝑰𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂. 𝑰𝒍 𝑺𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂 𝑴𝒐𝒍𝒊𝒔𝒆

►𝟯𝟱 (𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗮𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲) 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶, 𝗽𝗶𝘂̀ 𝟮 (𝗱𝘂𝗲) 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗯𝗼𝗿𝘁𝗶𝘁𝗲: nei confronti dei maggiori esponenti politici molisani: dall’unico europarlamentare ai parlamentari, dai presidenti delle Giunte regionali ai più importanti assessori regionali.

𝗔𝗿𝗰𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲: ►Ultimi 20 anni

𝗜𝗺𝗽𝘂𝘁𝗮𝘁𝗶: ► Centinaia

𝗜𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗶: ► Centinaia di inquirenti, giudici e avvocati
► Centinaia di testimoni
► Migliaia di ore di intercettazioni telefoniche
e ambientali

𝗥𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼: ► Zero assoluto: tra archiviazioni, proscioglimenti per non doversi procedere, assoluzioni (in qualche caso) e prescrizioni (in moltissimi casi)

𝗦𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝘁𝗶: ► Tempo
► Risorse
► Energie
► Denaro pubblico

Concludo oggi la serie di post su “𝗜𝗟 𝗦𝗢𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗧𝗢𝗚𝗛𝗘 𝗜𝗡 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗘”, quando al centro dell’azione giudiziaria ci sono i politici.

𝗜 𝗻𝗼𝗺𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 “𝗺𝗶𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗮𝘁𝗶” 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗲𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗲, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗻𝗼𝗺𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗴𝗻𝗼𝗺𝗲, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗿𝗶𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼.

La speranza è che ‒ come ho scritto di recente ‒ con l’arrivo di nuovi procuratori della Repubblica in Molise, l’indirizzo dell’azione penale saprà incidere su quelle forme di illegalità meno visibili ma più pervasive che da anni caratterizzano il contesto locale.

Ribadisco che le valutazioni critiche da me espresse, sovente coincidenti con quelle dei magistrati giudicanti riportate nel libro, sono di carattere generale sull’azione giudiziaria e non giudizi personali e che ho ‒ come tutti ‒ la massima fiducia nei servitori dello Stato, anche (o, forse, solo) perché la speranza è l’ultima a morire.

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