

La liquidazione giudiziale della società Energia Pulita apre una questione ambientale ed economica che potrebbe avere conseguenze anche sulle casse pubbliche. Nel sito industriale di Termoli sarebbero ancora presenti circa 5mila tonnellate di rifiuti, con costi di smaltimento stimati tra 1,25 e 2 milioni di euro. A sollevare il problema sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina e Angelo Primiani, che hanno presentato un’interpellanza urgente al presidente della Giunta regionale.
La chiusura della vicenda societaria, sancita dalla liquidazione giudiziale disposta dal Tribunale di Larino, non risolve infatti il problema dei materiali ancora presenti nell’impianto. Una situazione che pone interrogativi sulle responsabilità degli interventi necessari, sull’effettiva disponibilità delle risorse economiche e sulle garanzie finanziarie previste per la gestione del sito.
Secondo le informazioni riportate dalla stampa e richiamate nell’iniziativa dei due esponenti pentastellati, la garanzia finanziaria disponibile potrebbe non essere sufficiente a coprire le spese necessarie per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti.
Il rischio evidenziato dai consiglieri è che l’eventuale differenza tra le somme garantite e il costo effettivo delle operazioni possa trasformarsi in un problema per le amministrazioni pubbliche e, indirettamente, per i cittadini.
Per questo Gravina e Primiani chiedono alla Regione Molise di fornire un quadro dettagliato e ufficiale della situazione, partendo dalla quantità effettiva dei rifiuti ancora depositati nell’impianto e dalla stima aggiornata delle risorse necessarie per il loro smaltimento.
L’interpellanza punta inoltre a chiarire l’importo della garanzia finanziaria prestata dalla società, la sua eventuale escussione e le verifiche effettuate dagli uffici regionali sulla sua adeguatezza rispetto agli obblighi previsti.
Un altro aspetto riguarda l’individuazione dei soggetti chiamati a intervenire. I consiglieri chiedono quali responsabilità spettino alla curatela della società in liquidazione, quale amministrazione debba eventualmente attivare un intervento sostitutivo e attraverso quali strumenti finanziari possano essere coperte le spese non garantite.
La questione assume particolare rilevanza anche per il ruolo della Regione, che aveva autorizzato l’attività dell’impianto. Secondo Gravina, proprio questa circostanza rende necessario un chiarimento istituzionale sulle procedure da seguire e sulle misure previste per evitare che gli oneri dello smaltimento vengano trasferiti ingiustificatamente sul bilancio pubblico.
Al centro dell’iniziativa politica c’è anche il principio secondo cui i costi della gestione dei rifiuti devono ricadere sui soggetti responsabili. La cessazione dell’attività e la liquidazione della società, osservano i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, non comportano automaticamente il venir meno degli obblighi ambientali.
Resta inoltre la preoccupazione per le possibili conseguenze legate alla permanenza dei materiali nel Nucleo industriale di Termoli. Il protrarsi della situazione, secondo i consiglieri, potrebbe aggravare le criticità ambientali e rendere ancora più onerose le operazioni necessarie alla messa in sicurezza del sito.
L’obiettivo dell’interpellanza è dunque ottenere risposte precise dalla Giunta regionale, distinguendo le responsabilità della società da quelle eventualmente attribuite agli enti pubblici e individuando le risorse necessarie per affrontare il problema.
La vicenda Energia Pulita si sposta così dal piano societario a quello della gestione ambientale e amministrativa, con una domanda ancora aperta: chi dovrà sostenere concretamente il costo dello smaltimento dei rifiuti rimasti nell’impianto?
Una risposta che, secondo Gravina e Primiani, la Regione Molise deve fornire attraverso dati ufficiali e indicazioni precise, per garantire la tutela ambientale del territorio ed evitare che le conseguenze economiche della liquidazione finiscano per gravare sulla collettività.