

A far scattare l’allarme sono stati alcuni titolari delle attività colpite, che hanno contattato la Sala Operativa del Commissariato segnalando quanto accaduto e fornendo indicazioni utili alle ricerche. Il bottino complessivo è stato quantificato in circa 300 euro, ma alle somme sottratte si aggiungono i danni materiali provocati durante le effrazioni, tra infissi forzati e casse danneggiate.
Ricevute le segnalazioni, gli agenti della volante hanno avviato una ricognizione delle strade cittadine, concentrando l’attenzione sulle possibili vie di fuga. L’attività ha consentito, a pochi minuti dai furti, di intercettare un’automobile sospetta lungo via Corsica, in direzione Foggia.
A bordo del veicolo si trovavano due uomini già gravati da precedenti per reati contro il patrimonio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sia le caratteristiche fisiche sia gli indumenti indossati corrispondevano alle descrizioni raccolte attraverso le testimonianze. I due, inoltre, non sarebbero riusciti a fornire spiegazioni convincenti sulla loro presenza nella zona.
Gli accertamenti sono quindi proseguiti con una perquisizione personale e dell’automobile. Durante il controllo, i poliziotti hanno rinvenuto due buste contenenti monete, ritenute possibile provento delle incursioni, insieme a diversi strumenti potenzialmente utilizzabili per forzare gli accessi ai locali.
Tra gli oggetti recuperati figuravano due cacciaviti di grandi dimensioni, un piede di porco, una maschera nera e un cappello da pescatore. Elementi che, secondo gli investigatori, potrebbero essere stati utilizzati sia per compiere gli scassi sia per rendere più difficile il riconoscimento degli autori.
Sulla base degli elementi acquisiti, per entrambi è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Larino. Le ipotesi di reato contestate sono furto in concorso, possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso e danneggiamento.
Alla denuncia si è aggiunto un provvedimento di natura preventiva disposto dal Questore di Campobasso: il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel territorio comunale di Termoli per quattro anni.
L’operazione ha consentito di dare una risposta immediata agli episodi che hanno interessato le attività commerciali del centro, evidenziando il ruolo determinante delle segnalazioni tempestive dei cittadini e della collaborazione con le forze dell’ordine.
Resta ferma la presunzione di innocenza dei due indagati fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità penali.