

TERMOLI – Pescherecci fermi e attività di pesca sospese il prossimo 22 ottobre. Anche la marineria di Termoli aderisce allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale per protestare contro il caro gasolio e l’aumento dei costi di gestione delle imprese ittiche.
La mobilitazione coinvolgerà l’intero comparto locale. L’Associazione Armatori Pesca del Molise, la Federazione Pescatori Molisani e l’OP San Basso hanno infatti sottoscritto il documento nazionale condiviso da 43 marinerie italiane, annunciando una partecipazione unitaria alla giornata di protesta.
Il 22 ottobre i motopesca resteranno ormeggiati nel porto di Termoli, nell’ambito di un’iniziativa che punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà economiche affrontate dagli operatori del settore.
La decisione arriva dopo l’incontro nazionale svoltosi ad Ancona l’11 settembre, durante il quale i rappresentanti delle marinerie hanno analizzato le conseguenze dell’aumento dei costi energetici e delle forniture necessarie per lavorare in mare.
Secondo le organizzazioni di categoria, le tensioni internazionali e i conflitti nell’Europa orientale e in Medio Oriente hanno contribuito ad aggravare una situazione economica già difficile, incidendo sul prezzo del carburante e sulla sostenibilità delle attività di pesca.
Le richieste dei pescatori
Al centro della protesta ci sono alcune richieste rivolte alle istituzioni nazionali. Tra queste, la proroga del credito d’imposta sul carburante fino al 31 dicembre 2026 e la revisione dei criteri previsti per i ristori alle imprese, con il ripristino dei precedenti coefficienti e l’aumento del contributo massimo ammissibile.
Le marinerie chiedono inoltre di consentire l’accesso agli aiuti anche alle aziende che presentano irregolarità relative al DURC o al DURF, attraverso meccanismi di compensazione.
Un altro punto riguarda la burocrazia. Gli operatori sollecitano la convocazione urgente di un tavolo per rivedere il sistema di registrazione e tracciamento delle attività di pesca attraverso il logbook, chiedendo procedure più semplici e meno onerose.
Per Termoli si annuncia dunque una giornata di fermo dell’intera flotta peschereccia, con le tre organizzazioni locali unite nella mobilitazione nazionale.
L’obiettivo è ottenere risposte concrete alle richieste del settore, in un momento in cui l’aumento dei costi continua a pesare sui bilanci delle imprese e sull’attività quotidiana dei pescatori molisani.