

CAMPOBASSO. Si alza immediatamente la tensione politica attorno alla mozione di sfiducia alla sindaca Marialuisa Forte. Dopo l’annuncio dei consiglieri di Cantiere Civico e Costruire Democrazia, Sabino Iafigliola, Stefano Lombardi e Pino Ruta, di aver sottoscritto la mozione e di essere pronti a votarla in Aula, arriva la netta presa di posizione del primo firmatario, il capogruppo di Forza Italia Domenico Esposito.
Esposito, commentando la notizia, chiarisce di non voler accettare, in questa fase, le firme provenienti dal Cantiere Civico su un’iniziativa che rivendica come espressione politica del centrodestra.
«Le firme del Cantiere Civico non sono accettate su di un atto del centrodestra, l’ho detto, scritto e lo ribadisco anche in questa sede», afferma Esposito.
Una posizione che il consigliere motiva ricordando le origini e il significato politico della mozione presentata contro l’amministrazione Forte.
«La mia mozione di sfiducia nasce da una contestazione anche e soprattutto a loro», sostiene Esposito, riferendosi ai rappresentanti del Cantiere Civico.
Il capogruppo di Forza Italia distingue, però, nettamente due momenti: quello della sottoscrizione necessaria per portare la mozione all’esame dell’assise e quello dell’eventuale voto in Consiglio comunale.
Se Iafigliola, Lombardi e Ruta decidessero di votare a favore della sfiducia una volta che questa sarà arrivata in Aula, Esposito riconosce infatti di non poter – e di non voler – impedire il loro sostegno.
«Se vogliono votare la mozione quando andrà in Consiglio non potrò impedirlo, anzi», precisa.
Diversa, invece, la posizione sulla raccolta delle firme. Ed è proprio qui che Esposito utilizza le parole più dure.
«In questa fase, da primo firmatario, non consentirò ai “peccatori” di rimettere i loro peccati originali», afferma, contestando al Cantiere Civico di aver «appoggiato, fatto eleggere e governato insieme alla Forte».
La replica apre quindi un nuovo fronte all’interno della già complessa partita sulla sfiducia. Da una parte Iafigliola, Lombardi e Ruta rivendicano di aver messo nero su bianco la propria posizione, annunciando la firma e il futuro voto favorevole; dall’altra Esposito sostiene che quelle sottoscrizioni non possano entrare a far parte dell’iniziativa politica da lui promossa.
Una distinzione destinata inevitabilmente ad alimentare il confronto: i voti del Cantiere Civico potrebbero essere utili, eventualmente decisivi, nel momento del passaggio in Aula, ma Esposito non intende considerarne le firme nella fase politica che precede la discussione della mozione.
La questione, a questo punto, non riguarda soltanto quanti siano disposti a sfiduciare la sindaca Forte. Il confronto si sposta anche su chi debba assumersi la paternità politica dell’iniziativa e, soprattutto, su quali forze possano concorrere a portarla formalmente davanti al Consiglio comunale.