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Sfiducia a Forte, parte la caccia alle 13 firme: il Centrodestra chiamato alla prova dei fatti.



CAMPOBASSO. La mozione c’è, le prime firme pure. Adesso, però, servono i numeri. Ed è proprio sulla ricerca delle sottoscrizioni necessarie che si giocherà la prima vera partita politica intorno al tentativo di sfiduciare la sindaca Marialuisa Forte.

Il documento depositato questa mattina, lunedì 31 agosto, dal capogruppo di Forza Italia Domenico Esposito apre infatti una fase molto diversa rispetto alle dichiarazioni e alle schermaglie politiche delle ultime settimane. Per arrivare concretamente alla discussione in Consiglio comunale occorrono almeno 13 firme, corrispondenti ai due quinti dei 32 consiglieri assegnati, senza computare il sindaco.

Ed è proprio quota 13, almeno nell’immediato, il numero da tenere sotto osservazione.

Esposito ha apposto la prima firma e al suo fianco si è schierato il consigliere azzurro Nicola Cefaratti, che ha annunciato di aver sottoscritto la mozione. Forza Italia, dunque, mette formalmente sul tavolo la sfiducia e chiama adesso gli altri gruppi, a cominciare da quelli del centrodestra, a scegliere se aderire o meno all’iniziativa.

Il vero banco di prova diventa quindi la capacità dell’opposizione di centrodestra di trasformare una posizione politica in numeri.

Perché prima ancora di interrogarsi sui 17 voti che sarebbero necessari per approvare la sfiducia e determinare la cessazione anticipata dell’amministrazione Forte, bisogna raggiungere la soglia indispensabile per mettere in moto concretamente la procedura.

La raccolta delle firme dirà molto anche sugli equilibri interni alla coalizione. Fratelli d’Italia, Lega e gli altri consiglieri collocati nell’area di centrodestra saranno chiamati a decidere se seguire Forza Italia sulla strada indicata da Esposito oppure mantenere una posizione differente.

Cefaratti, da parte sua, ha alzato ulteriormente l’asticella. Il consigliere comunale azzurro ha espresso «pieno sostegno» all’iniziativa del proprio capogruppo, definendola una risposta all’atteggiamento tenuto dalla maggioranza e contestando all’amministrazione la mancata soluzione di diverse problematiche cittadine.

Tra i temi sollevati c’è soprattutto quello della sicurezza, ma Cefaratti richiama anche programmazione, pianificazione territoriale e qualità urbana, sostenendo che sia arrivato il momento di verificare se esistano realmente i numeri per interrompere anticipatamente l’esperienza amministrativa.

Da qui l’appello diretto agli alleati: sottoscrivere la mozione oppure, in alternativa, valutare dimissioni contestuali davanti a un notaio.

Una presa di posizione che sposta inevitabilmente la pressione politica sugli altri esponenti del centrodestra presenti a Palazzo San Giorgio.

Anche Esposito ha voluto chiarire che l’iniziativa non sarebbe dettata da ragioni personali nei confronti della sindaca, della quale ha riconosciuto le qualità personali, ma da un giudizio esclusivamente politico e amministrativo. Il capogruppo di Forza Italia rivendica soprattutto il passaggio dalle parole ai fatti: la mozione è stata materialmente predisposta e ora verrà sottoposta agli altri consiglieri.

Forza Italia ha scoperto le carte. Toccherà agli altri consiglieri decidere se mettere anche il proprio nome sotto la mozione. E proprio la capacità di raggiungere quota 13 rappresenterà il primo test politico per capire se la sfiducia a Marialuisa Forte abbia possibilità di trasformarsi in un voto vero dentro l’Aula oppure sia destinata a restare un’iniziativa dell’opposizione senza i numeri necessari per arrivare al confronto decisivo.

Per il centrodestra campobassano, dunque, il momento delle dichiarazioni lascia spazio a quello delle scelte. E questa volta saranno le firme a misurarne compattezza e volontà politica.

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