

CAMPOBASSO. «Che cosa si intende fare per salvaguardare e tutelare la sicurezza dei cittadini?». È la domanda che, nelle ultime ore, rimbalza sui social dopo una nuova incursione dei ladri nel quartiere San Giovanni dei Gelsi. Un appello rivolto alle istituzioni cittadine e alle autorità di pubblica sicurezza, con la richiesta di aumentare i controlli e mettere in campo misure concrete contro i furti nelle abitazioni.
La preoccupazione è tornata a crescere dopo quanto accaduto nella zona della chiesa di San Pietro, dove tre appartamenti sarebbero finiti nel mirino dei malviventi nel giro di poche ore. In due casi i ladri sono riusciti a entrare e a portare via oggetti di valore; nel terzo, invece, il tentativo non sarebbe andato a buon fine.
Una sequenza che ha inevitabilmente alimentato il dibattito tra i residenti. C’è chi chiede una maggiore presenza delle forze dell’ordine, chi punta sulla necessità di estendere la videosorveglianza e chi sollecita un confronto urgente tra Comune, Prefettura e Questura per individuare nuove iniziative di prevenzione.
Secondo le informazioni emerse finora, per raggiungere le abitazioni i responsabili avrebbero utilizzato i balconi, prendendo di mira appartamenti collocati anche ai piani superiori. Una volta raggiunti gli accessi, sarebbero riusciti a forzarli e ad entrare all’interno.
Le stanze sono state rovistate alla ricerca soprattutto di beni facilmente trasportabili. Dal primo bilancio risulterebbero sottratti oro e altri preziosi, mentre l’esatta consistenza del bottino dovrà essere definita dai proprietari.
La stessa sorte sarebbe potuta toccare a una terza abitazione. Anche in questo caso sarebbe stato avviato un tentativo di intrusione, interrotto però prima che i malviventi riuscissero a completare il colpo. Non è ancora chiaro cosa li abbia costretti a rinunciare: potrebbero essere stati disturbati oppure aver incontrato un ostacolo imprevisto.
Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i proprietari al loro rientro. Gli accessi danneggiati e gli ambienti rovistati hanno immediatamente fatto comprendere cosa fosse successo, facendo scattare la richiesta di intervento alle forze dell’ordine e le successive denunce.
Adesso l’attenzione si concentra anche sulle telecamere presenti nella zona. Le registrazioni potrebbero fornire elementi importanti per ricostruire gli spostamenti avvenuti nelle ore dei furti e individuare eventuali persone o mezzi sospetti.
Resta inoltre da comprendere se dietro i diversi episodi possa esserci la stessa mano, quante persone abbiano partecipato all’incursione e, soprattutto, se la scelta delle abitazioni sia stata casuale oppure preceduta da sopralluoghi.
Nel quartiere, intanto, l’accaduto riporta in primo piano il tema della sicurezza. Nei commenti pubblicati in rete emerge soprattutto la richiesta di non limitarsi alla gestione dei singoli episodi, ma di ragionare su una strategia più ampia di prevenzione.
L’appello dei cittadini chiama direttamente in causa Palazzo San Giorgio e le autorità competenti: più controlli nelle strade e nei quartieri residenziali, una presenza maggiormente visibile sul territorio e un sistema di videosorveglianza capace di rappresentare non soltanto uno strumento investigativo dopo i furti, ma anche un deterrente.
Dopo gli ultimi episodi di San Giovanni dei Gelsi, dunque, alla conta dei danni si aggiunge una domanda che arriva dai residenti e che attende risposte: quali iniziative saranno adottate per rafforzare la sicurezza nelle zone residenziali di Campobasso?