

CAMPOBASSO – Il Tribunale di Campobasso ha condannato l’Asrem al risarcimento di circa 200mila euro in favore degli eredi di una donna di 91 anni deceduta dopo aver contratto il Covid-19 durante un ricovero ospedaliero. Una decisione che potrebbe avere importanti ripercussioni sul fronte del contenzioso legato ai contagi avvenuti nelle strutture sanitarie durante la pandemia.
La vicenda risale ai primi giorni del 2021. L’anziana era stata ricoverata in ospedale a seguito di una flebite insorta dopo un malore agli arti inferiori. Al momento dell’ingresso nella struttura sanitaria era risultata negativa al tampone molecolare. Successivamente, dopo il trasferimento nel reparto di Chirurgia, un nuovo test effettuato il 2 gennaio aveva invece accertato la positività al Coronavirus.
Da quel momento le condizioni cliniche della paziente si sarebbero progressivamente aggravate fino all’insorgenza di una grave insufficienza respiratoria che ne causò il decesso l’11 gennaio 2021.
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento civile, il giudice avrebbe individuato una responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, evidenziando come l’obbligo di assistenza nei confronti del paziente non si limiti alle sole cure mediche, ma comprenda anche l’adozione di tutte le misure necessarie a prevenire il rischio di contagio durante la degenza.
Determinante per la decisione sarebbe stata la consulenza tecnica disposta dal Tribunale, dalla quale sarebbero emerse criticità organizzative e assistenziali, oltre a presunti ritardi nell’attivazione delle terapie ritenute necessarie.
Nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare la sentenza, l’avvocato Vincenzo Iacovino, che ha assistito la famiglia della donna, ha sottolineato come dagli atti processuali sarebbe emersa anche la mancanza di un’adeguata area filtro tra il pronto soccorso e i reparti ospedalieri. Una situazione che avrebbe consentito il trasferimento dei pazienti senza attendere l’esito definitivo dei tamponi molecolari, aumentando il rischio di diffusione del virus all’interno della struttura.
Secondo le conclusioni richiamate dalla difesa, una gestione diversa del percorso assistenziale e un intervento terapeutico più tempestivo avrebbero potuto offrire alla paziente maggiori possibilità di sopravvivenza.
La sentenza rappresenta uno dei primi pronunciamenti di rilievo in Molise sul tema dei contagi ospedalieri da Covid-19 e potrebbe costituire un precedente significativo per altre controversie analoghe, soprattutto in relazione al riconoscimento della responsabilità delle strutture sanitarie nella gestione della sicurezza dei pazienti durante l’emergenza pandemica.