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Che siate per il SI oppure per il NO, domani andate a votare per i Referendum sulla Giustizia. Non vinca l’astensionismo



Domenica 12 giugno 2022 si vota dalle ore 7 alle ore 23 per 5 quesiti referendari legati alla giustizia e per il rinnovo degli organi elettivi in 971 comuni. Lo scrutinio per i referendum abrogativi seguirà la chiusura dei seggi, quello per la tornata amministrativa inizierà alle ore 14 di lunedì 13 giugno.

A prescindere da chi si recerà alle urne per il rinnovo dei consigli comunali, il mio appello è quello a tutti i cittadini non interessati dalla competizione elettorale comunale di andare a votare i referendum sulla giustizia, a prescindere che la vostra espressione sia a favore del SI oppure del NO ai cinque quesiti che vi verranno sottoposti. Il voto è la massima espressione di libertà e di democrazia che abbiamo, è lo strumento più diretto per indirizzare i nostri governanti sulle scelte che riguardano la collettività, che riguardano ognuno di noi. Non recarsi al seggio, e non esprimere la propria opinione, è una grave mancanza di senso civico oltre che lascia le importanti decisioni in mano solo ed esclusivamente alla politica ed a chi ha il compito di governarci. Sappiamo quante e quante volte siano state varate, modificate o meno, norme che cambiano radicalmente la qualità e la vita di noi cittadini senza l’espressione del pensiero popolare in materia, portando anche a dure contestazioni ed a proteste in merito. Oggi invece abbiamo la possibilità e la responsabilità di dover andare al seggio elettorale e far sentire la nostra voce apponendo una croce, cinque per la verità, per esprimere la favorevolezza o la contrarietà ai quesiti referendari che toccano il tema annoso e complicato della Giustizia. la giustizia come tutti sappiamo, ed è inutile nasconderlo, non funziona un gran che bene in Italia, sopratutto determinate volte ed in determinate circostanze, non possiamo lamentarcene e poi non attuare la conseguenza di andare a votare per far in modo che questo meccanismo venga modificato nei propri ingranaggi fondamentali.

Il corpo elettorale, come detto, per i 5 quesiti referendari (sulla separazione delle carriere dei magistrati, sulla custodia cautelare, sulle firme per le candidature al Csm, sui consigli giudiziari, sulla “legge Severino” per l’incandidabilità) è di 50.915.402 elettori, di cui 4.735.783 all’estero e per far si che il risultato si a valido occorre che si raggiunga almeno la metà più uno dei votanti aventi diritto. Saranno cinque e di cinque colori diversi le schede contenenti ognuna un quesito consegnate al votante rossa, arancione, gialla, grigia e verde (fac-simile disponibile sul sito del Viminale).

Vi ricordo che non è necessario votarle tutte ne tantomeno votare SI oppure NO in tutti e cinque i casi, Sopra ogni scheda si può apporre indistintamente la croce a prescindere da cosa si sia votato nelle altre, oppure scegliere di consegnarle bianche o addirittura nulle. l’importante, e lo ripeto rischiando di essere oltremodo ripetitivo, è di recarsi al seggio e di entrare nella cabina elettorale, entro la quale ognuno di noi è libero e lo sarà sempre di esprimere la propria opinione in maniera libera ed autonoma.

Simone Rocco

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