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Termoli, caso Energia Pulita: 3.040 tonnellate di rifiuti e costi ancora sconosciuti. Gravina (M5S): “La Regione aspetta invece di intervenire”.



Il futuro dell’impianto Energia Pulita di Termoli e la gestione delle oltre tremila tonnellate di rifiuti ancora presenti nella struttura tornano al centro del confronto politico in Consiglio regionale. A sollevare interrogativi sulla capacità della Regione Molise di affrontare una situazione potenzialmente critica è il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che insieme al collega Angelo Primiani ha presentato un’interpellanza urgente per conoscere le iniziative previste in materia di messa in sicurezza e smaltimento dei materiali.

Al centro della questione non c’è soltanto la presenza dei rifiuti, ma soprattutto l’incertezza sulle risorse economiche necessarie per procedere alla loro rimozione e sull’eventuale responsabilità finanziaria che potrebbe ricadere sull’amministrazione regionale.

Durante la seduta consiliare, l’assessore Di Baggio ha illustrato la risposta della Giunta, predisposta sulla base delle informazioni trasmesse dagli uffici competenti. Secondo quanto riferito, nell’impianto sarebbero presenti 3.040 tonnellate di rifiuti, quantità risultante da una perizia giurata. È stata inoltre indicata una garanzia fideiussoria di 118mila euro, mentre la Regione ha assicurato di aver mantenuto un monitoraggio costante sui quantitativi presenti nella struttura.

La Giunta ha anche annunciato la costituzione di un tavolo istituzionale per affrontare la problematica. Un passaggio che, tuttavia, non ha convinto l’esponente pentastellato, soprattutto per l’assenza di una valutazione economica ufficiale relativa alle operazioni di smaltimento.

È proprio questo, secondo Gravina, il punto più delicato dell’intera vicenda. Conoscere la quantità dei materiali senza disporre di una stima dei costi significherebbe, a suo giudizio, non avere ancora gli elementi necessari per programmare una soluzione concreta.

La situazione è resa ulteriormente complessa dalle vicende giudiziarie che hanno interessato la società, coinvolta in un’indagine sul traffico di rifiuti e successivamente interessata da un drastico ridimensionamento dell’attività.

Il consigliere del M5S ha richiamato anche le conseguenze della liquidazione giudiziale, evidenziando come le risorse disponibili debbano essere destinate al soddisfacimento dei crediti secondo le priorità previste dalla legge. Qualora il patrimonio della procedura risultasse insufficiente a sostenere gli interventi necessari, secondo Gravina potrebbe aprirsi un problema di copertura finanziaria per la Regione.

«Dalla risposta non emerge una reale preoccupazione che spinga chi governa a decidere per tempo, evitando che i problemi crescano», ha dichiarato Gravina, sottolineando come l’assenza di una cifra ufficiale sui costi rappresenti una lacuna significativa.

Anche l’annuncio del tavolo istituzionale viene accolto con perplessità. Per il consigliere regionale, infatti, la convocazione di un confronto tra gli enti dovrebbe accompagnarsi a una ricognizione dettagliata delle risorse disponibili, delle spese prevedibili e delle responsabilità operative.

«Resta la sensazione di non governare le cose e di aspettare l’esito della procedura per occuparsene, forse, solo dopo», ha osservato Gravina, invitando l’esecutivo a chiarire se esista già una valutazione economica degli interventi.

La vicenda Energia Pulita assume così anche una dimensione politica più ampia, legata alla capacità delle istituzioni di prevenire le emergenze ambientali anziché intervenire quando le criticità diventano difficilmente gestibili.

Da una parte, la Regione rivendica il monitoraggio della situazione e annuncia un percorso istituzionale per individuare le soluzioni. Dall’altra, il Movimento 5 Stelle contesta la mancanza di una pianificazione economica che consenta di comprendere tempi, modalità e sostenibilità delle operazioni di smaltimento.

Restano dunque aperti interrogativi fondamentali: quanto costerà rimuovere le 3.040 tonnellate di rifiuti? La fideiussione di 118mila euro sarà sufficiente a contribuire alla copertura degli interventi? E soprattutto, quali soggetti dovranno sostenere gli eventuali costi non coperti dalla procedura giudiziale?

Domande alle quali, sulla base di quanto emerso nel dibattito consiliare, non sono ancora arrivate risposte definitive.

Gravina chiude con una previsione fortemente critica nei confronti dell’amministrazione guidata dal presidente Francesco Roberti: «Di questo tema, purtroppo, si tornerà a parlare in modo disastroso nella prossima legislatura. Sarà questo il lascito della giunta Roberti».

 

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