

I numeri dell’ISTAT fotografano una regione alle prese con spopolamento, invecchiamento, difficoltà occupazionali e fragilità economiche sempre più evidenti.
Nel suo intervento di oggi, Vinicio richiama la politica regionale e l’amministrazione comunale di Campobasso alle proprie responsabilità, ponendo una domanda precisa: quanto ancora bisognerà aspettare prima che questi problemi diventino una vera priorità dell’azione politica?
Leggi il nuovo Post di Vinicio.
𝗣𝗥𝗢𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗜
(𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒎𝒑𝒐𝒃𝒂𝒔𝒔𝒐)
Il Molise che emerge dalla pubblicazione ISTAT del 13 ottobre 2026, 𝑳𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒓𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒆 (link nei commenti).
𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
Dopo essere cresciuta tra il 1861 e il 1951, la popolazione molisana è scesa a 288 mila abitanti nel 2024, soprattutto per effetto dell’emigrazione e, dagli anni Novanta, del saldo naturale negativo. L’invecchiamento è più accentuato che nel resto d’Italia: 262 anziani ogni 100 giovani, contro 208 a livello nazionale. Nel 2025 la speranza di vita è di 82,6 anni, inferiore di 1,1 anni alla media italiana.
𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢𝗗𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗟𝗢𝗥𝗗𝗢
La crescita economica è inferiore a quella nazionale dalla seconda metà degli anni Novanta. Nel 2024 il PIL regionale è ancora del 14% sotto il livello raggiunto nel 2007, prima della Grande recessione. Il PIL pro capite è inferiore del 26% alla media nazionale, con un divario peggiorato rispetto al 1980.
𝗟’𝗜𝗦𝗧𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗟’𝗢𝗖𝗖𝗨𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
Il divario nell’istruzione è stato recuperato: nel 1951 il 20,7% della popolazione molisana con almeno sei anni era analfabeta, contro il 12,9% nazionale. Nel 2024 la quota di diplomati e laureati raggiunge il 55%, superando il 54% italiano.
L’occupazione, invece, segna il passo: nel 2025 il tasso regionale è del 57,9%, contro il 62,5% nazionale. Nel 1977 il Molise superava la media italiana di 1,5 punti percentuali.
𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗢𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗔
L’agricoltura, storicamente dominante, conserva un peso superiore alla media nazionale. Nel 2020 si contavano 64 aziende agricole ogni mille abitanti, contro una densità inferiore a livello italiano. Nelle attività extra-agricole, la densità d’impresa resta leggermente sotto la media nazionale; spicca il peso dell’industria non manifatturiera, soprattutto delle costruzioni.
𝗟𝗔 𝗙𝗥𝗔𝗚𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜
Nel 2022 oltre il 55% dei comuni molisani presentava livelli di fragilità alti o massimi, contro il 35% dei comuni italiani. In quei territori risiedeva il 37% della popolazione regionale, rispetto al 22% nazionale.
𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗢𝗕𝗔𝗦𝗦𝗢
Il capoluogo conta poco più di 47 mila abitanti, pari al 16,5% della popolazione regionale, ed è in declino demografico dopo aver superato i 50 mila residenti negli anni Novanta. Il Molise non è fortemente accentrato sul capoluogo, anche per il ruolo di Termoli e Isernia.
Campobasso presenta livelli d’istruzione più elevati e un livello occupazionale leggermente superiore a quello degli altri comuni, con una crescita dell’occupazione femminile e una contrazione di quella maschile. L’economia cittadina è oggi fortemente orientata ai servizi, che rappresentano l’85% dell’occupazione.
𝗗𝗘𝗖𝗟𝗜𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗠𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗜𝗖𝗢, 𝗜𝗡𝗩𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢, 𝗗𝗘𝗕𝗢𝗟𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗔, 𝗙𝗥𝗔𝗚𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔𝗟𝗘. 𝗣𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗢 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗘 𝗘 𝗧𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗗𝗜 𝗢𝗖𝗖𝗨𝗣𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗜𝗡𝗙𝗘𝗥𝗜𝗢𝗥𝗜 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗔 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘.
È questo, in sintesi, il quadro del Molise che emerge dal rapporto ISTAT.
𝗜 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 ‒ 𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼 ‒ 𝘃𝗼𝗿𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗿𝘀𝗲𝗻𝗲?
𝗣.𝗦. Il mio plauso alla consigliera regionale 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲, capogruppo del Partito Democratico, che, da quanto mi risulta, è stata l’unica a intervenire sui possibili effetti negativi per il Molise del decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, in materia di federalismo fiscale regionale, dopo i miei post del 24 settembre, «𝗡𝗢𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗕𝗨𝗢𝗡𝗔 𝗢 𝗖𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔?», e del 13 ottobre, «𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗔𝗡𝗜: 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗣𝗜𝗧𝗜, 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗡𝗡𝗔𝗧𝗜 𝗢 𝗗𝗢𝗥𝗠𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜?».