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Sanità, il Molise chiede una nuova distribuzione dei fondi nazionali: proposta una quota dell’1,5% per le regioni più svantaggiate.



Una ripartizione delle risorse sanitarie che non tenga conto soltanto del numero degli abitanti, ma anche delle difficoltà strutturali dei territori, dell’invecchiamento della popolazione e dei maggiori costi necessari per garantire l’assistenza nelle aree interne. È questa la richiesta avanzata dal Molise, insieme ad altre sette regioni italiane, nell’ambito del confronto sul Fondo sanitario nazionale.

La proposta è stata sostenuta a Roma, durante i lavori della Conferenza delle Regioni, da Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Puglia e Umbria, con l’obiettivo di modificare i criteri di assegnazione delle risorse e introdurre meccanismi capaci di compensare gli squilibri territoriali.

Al centro dell’iniziativa c’è l’istituzione di una cosiddetta “Quota di Riequilibrio Strutturale”, pari all’1,5% delle risorse complessive del Fondo sanitario nazionale. Una percentuale che verrebbe distribuita attraverso parametri maggiormente legati alle caratteristiche demografiche, geografiche e socioeconomiche delle singole regioni.

Per il Molise si tratta di una questione particolarmente rilevante. La presenza di numerosi piccoli comuni, la dispersione della popolazione, le difficoltà nei collegamenti e il progressivo spopolamento rappresentano elementi che incidono sull’organizzazione e sui costi del sistema sanitario regionale.

Garantire un servizio sanitario in un territorio caratterizzato da centri abitati distanti tra loro comporta infatti esigenze differenti rispetto a quelle delle regioni maggiormente popolose e urbanizzate. La necessità di assicurare assistenza anche nelle comunità più isolate richiede risorse adeguate, soprattutto in presenza di una popolazione sempre più anziana.

La proposta punta quindi a riconoscere un maggiore peso a cinque fattori: invecchiamento demografico, dispersione territoriale, popolazione residente nelle aree interne, diminuzione degli abitanti e condizioni di svantaggio socioeconomico.

L’obiettivo delle otto regioni è ottenere una distribuzione più equilibrata dei finanziamenti, così da sostenere l’organizzazione dei servizi sanitari e contribuire al rispetto dei Livelli essenziali di assistenza, che devono essere garantiti ai cittadini indipendentemente dal territorio di residenza.

La questione assume un significato ancora più importante per una regione come il Molise, dove la sostenibilità economica del sistema sanitario rappresenta da anni una delle principali criticità amministrative e politiche.

Una diversa ripartizione delle risorse potrebbe contribuire ad alleggerire alcune difficoltà strutturali, anche se l’eventuale introduzione della nuova quota non risolverebbe automaticamente i problemi legati all’organizzazione dei servizi, alla disponibilità di personale e alla gestione della rete assistenziale.

Al momento, tuttavia, non si tratta di un finanziamento aggiuntivo già approvato, ma di una proposta di modifica dei criteri di distribuzione delle risorse nazionali.

Il documento sarà ora sottoposto all’esame della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, chiamata a valutare i contenuti dell’iniziativa in vista della definizione di una posizione condivisa e della successiva intesa sul riparto del Fondo sanitario.

La Regione Molise intende proseguire il confronto istituzionale per ottenere un maggiore riconoscimento delle proprie specificità territoriali, sostenendo il principio secondo cui il diritto alla salute deve essere garantito anche nei centri più piccoli e nelle aree geograficamente svantaggiate.

La partita resta dunque aperta e riguarderà non soltanto l’entità dei finanziamenti, ma soprattutto il modo in cui lo Stato riconosce le differenti necessità dei sistemi sanitari regionali. Per il Molise, il risultato del confronto potrebbe avere conseguenze significative sulla capacità di mantenere e rafforzare i servizi sanitari sul territorio.

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