

La perdita di credibilità dei politici molisani è al centro della riflessione di oggi di Vinicio.
Dai conti della Regione al disavanzo sanitario, passando per le difficoltà economiche e lo spopolamento, un’analisi che pone interrogativi sulla gestione della cosa pubblica, sulle responsabilità della politica e sul ruolo dell’informazione locale.
Di seguito il post completo:
Far finta di niente e «tirare a campare» sembra essere diventata la regola dei politici molisani, sempre più distanti dai problemi reali della regione che amministrano.
Eppure, i numeri parlano chiaro.
L’ex magistrato 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗗𝗶 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 ha richiamato l’attenzione sul disavanzo sanitario, che, con riferimento al quarto trimestre del 2024, ammontava a 72,5 milioni di euro e che, sommato ai disavanzi dei trimestri precedenti e degli anni anteriori, superava i 121 milioni.
Lo stesso 𝗗𝗶 𝗚𝗶𝗮𝗰𝗼𝗺𝗼 ha indicato un debito pubblico regionale superiore a 488 milioni di euro.
L’assessore regionale al Bilancio, 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗹𝘂𝗰𝗮 𝗖𝗲𝗳𝗮𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶, ha inoltre riferito che il debito sanitario continua ad accumularsi al ritmo di circa 30 milioni di euro all’anno.
Non sono numeri che si possano liquidare con una dichiarazione di circostanza o con il consueto scaricabarile.
𝗘 𝗶𝗹 𝗥𝗲𝗻𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗲?
L’8 ottobre scorso, con deliberazione n. 376, la Giunta regionale ha approvato il Rendiconto consolidato, da trasmettere al Collegio dei revisori e successivamente al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.
Dal documento emergono dati che meritano una seria riflessione.
‒ 𝟮𝟭𝟵,𝟮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼: il disavanzo da ripianare, corrispondente alla parte disponibile negativa del risultato di amministrazione;
‒ 𝟱,𝟯𝟲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼: la perdita risultante dal conto economico;
‒ 𝟭,𝟰𝟳𝟰 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼: il totale dei debiti esposti nello stato patrimoniale;
‒ 𝟵,𝟳𝟱 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮: il valore negativo dell’equilibrio complessivo di bilancio.
Sono grandezze contabili differenti, che non vanno confuse né sommate tra loro. Ma, considerate nel loro insieme, delineano una situazione finanziaria che non può essere ignorata.
E mentre la Regione deve fare i conti con queste criticità, quali prospettive economiche si aprono per il Molise?
Al 31 dicembre 2024 la popolazione molisana era scesa a 278.814 residenti.
𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗩𝗜𝗠𝗘𝗭, 𝗶𝗹 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟱 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗲𝘇𝘇𝗼𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗮𝗿𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗜𝗟, 𝗽𝗮𝗿𝗶 𝗮 −𝟭,𝟭%, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗹’𝗔𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝟭,𝟵%.
Un dato negativo che si accompagnerebbe a una contrazione delle costruzioni del 4,3%, dell’industria del 2% e dei servizi dello 0,8%. In controtendenza, soltanto l’agricoltura, con una crescita dello 0,8%.
Il presidente della Regione, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶, ha qualcosa da dire su questi dati e sulle prospettive economiche della regione che amministra?
𝗟𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝘁𝗿𝗶𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗩𝗜𝗠𝗘𝗭 𝗲 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶 𝘀𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Sarebbe quindi legittimo attendersi una riflessione pubblica su una situazione che riguarda direttamente il futuro economico e sociale del territorio.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗳𝗮𝗿 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗯𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝘀𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗼 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀?
𝗘, 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗺𝗼𝗹𝗶𝘀𝗮𝗻𝗮 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗶𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼, 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶?
Il silenzio, le rassicurazioni di circostanza e il rinvio delle decisioni non cancellano i numeri.
E i numeri, prima o poi, presentano il conto.
𝗣.𝗦. 𝗨𝗻𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗶.
In Molise sono operativi almeno 30 giornali telematici. Eppure, soltanto due ‒ 𝘘𝘶𝘰𝘵𝘪𝘥𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘰𝘭𝘪𝘴𝘦 e 𝘪𝘭 𝘕𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘈𝘣𝘳𝘶𝘻𝘻𝘰 𝘦 𝘔𝘰𝘭𝘪𝘴𝘦 ‒ hanno riportato e commentato l’approvazione, da parte della Giunta regionale, del Rendiconto consolidato, con il suo «sprofondo rosso».
Per esaminare il documento ci si è serviti dell’intelligenza artificiale. Uno strumento alla portata di tutti, che anche gli altri avrebbero potuto utilizzare.
𝗘 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝟮𝟴?