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Cinghiali nei centri abitati, Gravina incalza la Regione: “Quali misure adottate e quali risultati ottenuti?”.



La presenza dei cinghiali nei centri abitati del Molise arriva nuovamente all’attenzione del Consiglio regionale. Il consigliere Roberto Gravina ha presentato un’interpellanza urgente indirizzata al presidente della Giunta regionale Francesco Roberti per chiedere chiarimenti sulle misure adottate, sui risultati ottenuti e sulla distribuzione delle competenze nella gestione del fenomeno.

Nell’atto viene evidenziato come la presenza degli ungulati nelle aree urbane rappresenti una questione che coinvolge diversi aspetti, dalla sicurezza e dall’incolumità pubblica alla viabilità, fino all’igiene urbana e alla tutela delle attività agricole.

L’interpellanza richiama gli strumenti di contenimento indicati nella documentazione regionale: selecontrollo, catture attraverso trappole, recinzioni elettriche e meccaniche e sistemi di dissuasione. Viene inoltre ricordato l’avvio di una banca dati regionale destinata alla raccolta delle informazioni sugli interventi effettuati e sui dati biometrici degli animali.

Gravina chiede innanzitutto alla Regione di specificare quando sia stato concretamente avviato il selecontrollo dei cinghiali in Molise, indicando le date di attivazione dei piani e degli interventi effettuati dagli Ambiti territoriali di caccia.

Tra le informazioni richieste figurano anche il numero complessivo di animali catturati e abbattuti nei centri abitati, con dati suddivisi per anno e Comune, e le caratteristiche degli esemplari interessati dagli interventi, tra cui sesso, classe di età e principali parametri biometrici.

Un altro punto riguarda le trappole disponibili sul territorio regionale. L’interpellanza chiede di conoscere quante siano attualmente operative, dove siano collocate e quali procedure vengano seguite per la loro attivazione quando viene segnalata la presenza di cinghiali all’interno dei centri abitati.

Viene inoltre chiesto se esista attualmente un protocollo operativo regionale specifico per questi interventi, nel quale siano definiti i soggetti responsabili, le modalità di attivazione, i tempi di intervento, il coinvolgimento dei servizi veterinari e le procedure per la gestione degli animali catturati.

L’attenzione si concentra anche sulla banca dati regionale: Gravina domanda se sia pienamente operativa e se permetta di ricostruire per ogni intervento luogo, data, modalità di cattura o abbattimento, soggetto intervenuto e dati dell’animale.

Tra i quesiti posti alla Giunta figura poi la valutazione dei risultati raggiunti fino a oggi, sia rispetto alla riduzione della presenza dei cinghiali nei centri abitati sia per quanto riguarda gli incidenti stradali, chiedendo di conoscere i dati utilizzati per misurare l’efficacia delle attività svolte.

L’interpellanza affronta infine il tema delle competenze. Il documento ricorda che il presidente Roberti mantiene la delega alla “Programmazione attività venatoria” e chiede di chiarire l’attuale ripartizione delle responsabilità politiche relative alla gestione e al controllo della fauna selvatica e agli interventi nelle aree urbane. In particolare viene chiesto sulla base di quale atto l’assessore D’Egidio abbia seguito direttamente tali attività.

L’ultimo quesito riguarda l’adeguatezza dell’attuale organizzazione regionale: Gravina chiede se il sistema esistente venga considerato sufficiente a garantire interventi tempestivi nei centri abitati e, in caso contrario, quali misure la Regione intenda mettere in campo per superare eventuali criticità organizzative e operative.

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