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Campobasso, mozione di sfiducia. Muccio (Lega): “Il centrodestra rifletta, intervengano i leader regionali”.



CAMPOBASSO. La mozione di sfiducia alla sindaca Marialuisa Forte continua ad alimentare il confronto politico a Palazzo San Giorgio e, soprattutto, all’interno del centrodestra. A intervenire sulla vicenda è Giovanni Muccio, responsabile regionale Sicurezza e Immigrazione della Lega Molise, che invita la coalizione a una riflessione e chiama direttamente in causa i vertici regionali del centrodestra.
Al centro dell’intervento di Muccio c’è la mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia Domenico Esposito e sottoscritta dal consigliere Nicola Cefaratti. Una vicenda che, secondo l’esponente della Lega, merita una riflessione che vada oltre il merito della sfiducia alla sindaca Forte.
Muccio non mette in discussione il diritto dei consiglieri comunali di assumere iniziative politiche, ma concentra l’attenzione sul metodo seguito e, in particolare, sul fatto che una scelta di tale rilevanza non risulterebbe essere stata preventivamente discussa e condivisa con tutte le componenti del centrodestra.
Una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco del Capoluogo, sottolinea Muccio, non può essere considerata un atto politico qualsiasi. Per le conseguenze che potrebbe determinare avrebbe richiesto un confronto preventivo tra tutti i rappresentanti della coalizione, così da discuterne motivazioni, numeri e conseguenze.
Esposito e Cefaratti, secondo Muccio, hanno pienamente diritto di assumere questa iniziativa, ma questo non significa automaticamente che la mozione possa essere considerata espressione dell’intero centrodestra.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la questione delle sottoscrizioni da parte di consiglieri del Cantiere Civico. Sul piano formale saranno gli organismi competenti a verificare la regolarità dell’atto e delle firme, mentre sul piano politico Muccio pone un interrogativo: se l’obiettivo è porre fine all’esperienza amministrativa della sindaca Forte, perché una firma che va nella stessa direzione dovrebbe diventare motivo di divisione?
Anche su questo fronte, secondo il responsabile regionale Sicurezza e Immigrazione della Lega Molise, sarebbe stato preferibile un confronto preventivo anziché arrivare successivamente a discutere di adesioni, firme e distinguo.
La questione, per Muccio, supera ormai i confini di Palazzo San Giorgio. Campobasso è il Capoluogo di regione e quanto accade nell’amministrazione comunale assume inevitabilmente una dimensione politica regionale.
Il rischio è quello di trasmettere ai cittadini l’immagine di una coalizione incapace di confrontarsi sulle decisioni più importanti e che, invece di presentarsi unita, finisce per dividersi proprio davanti a una scelta destinata a incidere sul futuro dell’amministrazione comunale.
Una situazione che, secondo Muccio, dovrebbe preoccupare soprattutto i vertici regionali del centrodestra, anche in considerazione dei prossimi appuntamenti elettorali. Le divisioni che stanno emergendo a Campobasso potrebbero infatti produrre conseguenze ben oltre il Consiglio comunale, alimentando diffidenze tra partiti e gruppi e indebolendo la credibilità complessiva della coalizione.
Da qui l’appello diretto ai leader regionali.
Muccio chiede che i vertici dei partiti e della coalizione escano dal silenzio e promuovano un confronto tra partiti, capigruppo e consiglieri del centrodestra per chiarire quale debba essere la posizione comune sul futuro dell’amministrazione Forte.
Non si tratterebbe, precisa, di imporre una decisione ai consiglieri comunali, ma di esercitare quella funzione di sintesi politica che compete ai vertici di una coalizione.
Se il centrodestra ritiene che l’esperienza amministrativa della sindaca Forte sia arrivata al capolinea, secondo Muccio deve dirlo chiaramente e costruire una posizione condivisa. Se, al contrario, non esistono le condizioni per sostenere la sfiducia, anche questa scelta dovrebbe essere esplicitata senza ambiguità.
«Quello che non può continuare è il balletto delle dichiarazioni, delle iniziative non condivise e delle polemiche sulle firme», è il passaggio con cui Muccio sintetizza la propria posizione.
Il principio indicato dall’esponente della Lega è netto: «Prima il confronto, poi la decisione e infine la responsabilità politica».
Campobasso, conclude Muccio, non può diventare il terreno di uno scontro interno al centrodestra. Per questo l’appello è rivolto ai vertici regionali affinché intervengano immediatamente, riaprano il confronto e ricostruiscano un metodo condiviso.
Perché, secondo il responsabile regionale Sicurezza e Immigrazione della Lega Molise, se una coalizione non è capace di confrontarsi prima di assumere decisioni di questa portata, «il problema non è più soltanto la mozione di sfiducia, diventa il futuro stesso del centrodestra molisano».

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