

CAMPOBASSO. Un ultimo gesto di generosità capace di trasformare il dolore di una perdita in una nuova speranza di vita. All’ospedale Antonio Cardarelli di Campobasso è stato effettuato un prelievo multiorgano da una donna di 85 anni, deceduta a seguito di morte cerebrale. Grazie alla scelta della famiglia di acconsentire alla donazione, fegato e rene sono stati destinati a Roma e L’Aquila, consentendo di offrire una concreta possibilità di cura a pazienti in attesa di trapianto. Tra i beneficiari anche un cittadino molisano, che ha ricevuto uno degli organi donati.
Una vicenda che racconta il valore della solidarietà e della donazione, ma anche la capacità organizzativa e professionale della sanità regionale, impegnata in un intervento particolarmente delicato che ha richiesto il coordinamento di numerose figure specialistiche.
Dietro il prelievo degli organi c’è innanzitutto la decisione di una famiglia che, nel momento più difficile, ha scelto di trasformare la sofferenza in un’opportunità per altre persone. Un atto di altruismo che assume un significato ancora più profondo considerando l’età della donatrice e il valore delle vite che potranno beneficiare di questa scelta.
L’operazione è stata resa possibile grazie a un articolato lavoro di squadra che ha coinvolto diversi reparti del presidio ospedaliero di Campobasso. Dall’Anestesia e Rianimazione alla sala operatoria, dal Pronto Soccorso alla Radiologia, passando per Cardiologia, Laboratorio Analisi, Centro Trasfusionale, Anatomia Patologica, Servizio 118 e Direzione Sanitaria, ogni componente ha contribuito alla riuscita delle procedure.
Un ruolo centrale è stato svolto dall’anestesista Marco Di Girolamo, che ha seguito la donatrice durante il percorso clinico, mentre il coordinamento delle attività di procurement, ovvero l’insieme delle procedure necessarie all’individuazione, alla valutazione e al prelievo degli organi destinati al trapianto, è affidato al dottor Vincenzo Cuzzone, supportato dalla dottoressa Giovanna D’Andrea.
L’intervento si inserisce in un programma più ampio di rafforzamento della rete locale per la donazione di organi e tessuti, un settore nel quale l’ASReM punta a consolidare procedure, competenze professionali e collegamenti con il sistema nazionale dei trapianti.
La materia è disciplinata dalla legge 91 del 1° aprile 1999, che definisce l’organizzazione delle attività di donazione e trapianto attraverso il Centro Nazionale Trapianti, i coordinamenti regionali e le strutture sanitarie coinvolte. Un sistema che richiede tempestività, competenze altamente specialistiche e una stretta collaborazione tra le diverse realtà ospedaliere.
A sottolineare il significato dell’operazione è stata la Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria Regionale del Molise, che ha rivolto innanzitutto un pensiero alla famiglia della donatrice.
«Questo intervento rappresenta un momento di altissimo valore etico, umano e professionale per la nostra regione. Il nostro primo e più profondo pensiero va alla famiglia della donatrice che, in un momento di dolore incolmabile, ha saputo compiere un gesto d’amore straordinario, restituendo speranza ad altre vite».
La Direzione Strategica ha quindi espresso riconoscenza nei confronti di tutti i professionisti coinvolti, evidenziando come risultati di questo genere siano possibili soltanto attraverso un’organizzazione sanitaria capace di garantire continuità assistenziale e coordinamento tra più discipline.
«Un ringraziamento sincero e doveroso va all’équipe medico-infermieristica, a tutti i professionisti del Cardarelli», ha aggiunto l’ASReM, ribadendo l’impegno a sostenere il potenziamento della rete regionale dei trapianti.
«Stiamo lavorando con determinazione, in stretta sinergia con la Regione Molise, per consolidare i modelli organizzativi e valorizzare le competenze interne. Rendere la donazione parte integrante e strutturale dei nostri processi assistenziali è un dovere morale e istituzionale, un obiettivo fondamentale per garantire ai cittadini molisani pari dignità di cura e la certezza di una sanità vicina, efficiente e solidale».
Quanto avvenuto al Cardarelli rappresenta dunque un risultato importante non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo umano e sociale. La donazione degli organi continua a essere uno degli esempi più concreti di come una scelta individuale possa avere conseguenze decisive sulla vita di altre persone.
Da Campobasso, grazie alla generosità di una donna di 85 anni e della sua famiglia, è partito un messaggio di speranza che ha raggiunto altri ospedali e altre vite. Una storia nella quale il dolore si è trasformato in solidarietà e la perdita ha lasciato spazio a nuove possibilità di futuro.