

La gestione della sanità molisana torna al centro dello scontro politico regionale. A sollevare nuovi interrogativi sulle scelte della Giunta guidata dal presidente Francesco Roberti è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che contesta le modalità con cui è stata disposta la proroga dell’incarico del direttore generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo, nonostante risultati di valutazione che, secondo quanto riferito dall’esponente pentastellato, sarebbero ampiamente inferiori ai parametri stabiliti dalla stessa Regione.
Al centro della vicenda ci sono le tempistiche dei provvedimenti e i punteggi attribuiti alla gestione aziendale. La Giunta regionale avrebbe approvato la proroga già il 29 luglio, mentre il Nucleo di valutazione avrebbe concluso i propri lavori soltanto il 16 settembre, nella stessa giornata in cui sono stati formalizzati il decreto presidenziale e il contratto di rinnovo.
Una successione di atti che, secondo Gravina, rafforzerebbe il sospetto di una decisione assunta sulla base di valutazioni politiche piuttosto che dei risultati amministrativi.
«Avevamo detto che il rinnovo del direttore generale era una scelta politica, non di merito. Gli atti lo confermano. Prima la decisione, poi la valutazione», afferma il consigliere regionale.
I numeri richiamati da Gravina delineano un quadro particolarmente critico. Per il 2023 il punteggio relativo agli obiettivi raggiunti sarebbe stato di appena 23 punti su 100, destinato a salire a 52 anche considerando come conseguiti tutti gli obiettivi non valutabili. Per il 2024, invece, il risultato si sarebbe fermato a 32 punti su 100.
In entrambi i casi, dunque, i valori risulterebbero inferiori alla soglia minima di 60 punti. Anche applicando il criterio relativo alla percentuale degli obiettivi non raggiunti, fissato dalla Regione al 20% per determinare un esito negativo, le percentuali indicate sarebbero del 48% per il 2023 e del 63% per il 2024.
A rendere ancora più controversa la situazione, secondo il rappresentante del Movimento 5 Stelle, sarebbe l’assenza di una valutazione relativa al 2025.
Ma la questione non si limita ai punteggi. Gravina richiama una serie di indicatori economici e sanitari che, a suo giudizio, dimostrerebbero le difficoltà attraversate dall’azienda sanitaria regionale.
Il debito scaduto dell’ASReM sarebbe passato dai 108 milioni di euro registrati alla fine del 2022 ai 170 milioni di fine 2024. Parallelamente, i tempi medi di ritardo nei pagamenti ai fornitori sarebbero aumentati da 84 giorni nel 2023 a 99 giorni nel 2024.
Criticità emergerebbero anche sul fronte delle prestazioni sanitarie. Secondo i dati riportati dal consigliere, soltanto il 29% delle risorse regionali destinate all’abbattimento delle liste d’attesa sarebbe stato effettivamente utilizzato.
Nel 2024, inoltre, gli interventi chirurgici per tumore alla mammella sarebbero stati 89, a fronte di un obiettivo superiore a 150.
Particolarmente delicata anche la questione degli screening oncologici. Per le annualità 2023 e 2024, il Nucleo di valutazione non avrebbe individuato dati verificabili, mentre nel 2025 la struttura aziendale dedicata sarebbe stata soppressa e sostituita da una nuova organizzazione, sulla quale lo stesso Gravina aveva già presentato un’interpellanza.
Il consigliere solleva poi dubbi sulle modalità attraverso cui sarebbero stati attribuiti alcuni punteggi.
«Non mettiamo in discussione la buona fede di nessuno, ma il metodo è singolare», osserva Gravina, evidenziando che per nove obiettivi la relazione del servizio competente sarebbe stata sostituita da dichiarazioni della presidente del Nucleo di valutazione, che ricopre anche l’incarico di direttrice generale per la Salute della Regione Molise.
Secondo quanto denunciato, proprio su queste dichiarazioni si baserebbero 29 dei 32 punti riconosciuti per il 2024, nonostante lo stesso organismo abbia segnalato l’impossibilità di verificare autonomamente alcuni dati.
Il Nucleo, che svolge una funzione tecnico-consultiva e il cui parere non è vincolante, avrebbe rimesso ogni decisione alla Regione, richiamando anche una pronuncia della Corte di Cassazione.
Per Gravina, tuttavia, il nodo resta essenzialmente politico. Se gli obiettivi assegnati alla direzione aziendale non erano concretamente raggiungibili a causa dei crediti vantati verso la Regione e delle perdite accumulate negli anni precedenti, la responsabilità ricadrebbe su chi li ha stabiliti. Se invece erano realizzabili e non sono stati conseguiti, diventerebbe difficile giustificare il rinnovo dell’incarico.
Una critica che il consigliere estende all’intera gestione regionale della sanità, chiamando in causa anche i rapporti tra il governo molisano e quello nazionale.
Secondo l’esponente pentastellato, le difficoltà economiche e organizzative del sistema sanitario non possono essere utilizzate per giustificare risultati insufficienti, soprattutto alla luce delle aspettative legate alla collaborazione istituzionale tra Regione e Governo e dell’aumento della pressione fiscale regionale.
A riaccendere ulteriormente la polemica è arrivata anche la delibera ASReM numero 1620 dell’8 ottobre, con la quale sarebbe stata disposta una proroga biennale dell’incarico del direttore amministrativo.
Il provvedimento, secondo Gravina, sarebbe motivato dalla necessità di garantire la continuità delle politiche regionali, mentre gli obiettivi da raggiungere verrebbero definiti soltanto attraverso un successivo atto.
Anche in questo caso, dunque, il consigliere contesta un metodo che privilegerebbe la continuità degli incarichi rispetto a una preventiva verifica dei risultati.
«La provvisorietà è diventata il metodo di governo dell’ASReM», sostiene Gravina, richiamando precedenti contestazioni relative alla gestione degli incarichi e all’organizzazione del Dipartimento Donna e Bambino.
La vicenda approda così sul piano della responsabilità istituzionale. Il consigliere del Movimento 5 Stelle chiede che il presidente della Regione Francesco Roberti riferisca direttamente in Consiglio regionale, chiarendo le motivazioni che hanno portato alla conferma della direzione aziendale.
Tra le richieste avanzate figurano anche la pubblicazione dell’atto conclusivo di valutazione e del parere della Conferenza dei Sindaci, oltre all’indicazione dei criteri effettivamente utilizzati dalla Giunta per giudicare compatibile la proroga con i risultati riportati.
Una richiesta di trasparenza che apre un nuovo fronte di confronto politico sulla gestione dell’ASReM, mentre restano centrali le questioni legate ai conti della sanità, alle liste d’attesa e alla qualità dei servizi garantiti ai cittadini molisani.
Le contestazioni avanzate da Gravina attendono ora un eventuale chiarimento da parte della Regione e dei vertici dell’azienda sanitaria, chiamati a spiegare le ragioni amministrative e gestionali delle decisioni adottate.