

La decisione della Regione Molise di modificare la destinazione di oltre 19 milioni di euro inizialmente previsti per le Aree Interne diventa una questione nazionale. Il deputato del Partito Democratico Marco Sarracino, componente della Segreteria nazionale del partito con delega alla Coesione territoriale, al Sud e alle Aree Interne, ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti.
L’iniziativa arriva dopo le contestazioni sollevate nelle ultime settimane da esponenti del PD, amministratori locali, rappresentanti della Provincia di Campobasso, Gruppi di Azione Locale e organizzazioni sindacali, preoccupati per le conseguenze della rimodulazione dei finanziamenti europei.
Al centro della vicenda ci sono 19 milioni e 84mila euro, originariamente assegnati alla Priorità 8 del programma regionale FESR-FSE+, denominata Un Molise più vicino ai cittadini, destinata a sostenere le strategie territoriali e contrastare lo spopolamento dei piccoli centri.
Secondo quanto evidenziato dalla consigliera regionale Micaela Fanelli, la proposta di riprogrammazione prevede di utilizzare 15 milioni e 84mila euro per realizzare infrastrutture logistiche collegate alla Zona Franca Doganale di Termoli e altri 4 milioni per finanziare il credito d’imposta nell’ambito delle Zone Economiche Speciali.
Una scelta che l’esponente democratica contesta, ritenendo che possa compromettere interventi già programmati a favore dei territori maggiormente esposti al declino demografico ed economico.
La Regione avrebbe prospettato la possibilità di compensare successivamente le risorse attraverso finanziamenti nazionali. Proprio su questo punto si concentra una delle principali criticità denunciate dall’opposizione: l’assenza, secondo Fanelli, di provvedimenti formali che garantiscano la disponibilità dei fondi sostitutivi e di un calendario preciso per la loro assegnazione.
Per Sarracino, le risorse destinate alla riduzione delle disuguaglianze territoriali non possono essere utilizzate per riequilibrare altre esigenze della programmazione regionale. Il parlamentare attribuisce alla gestione del centrodestra la responsabilità di una scelta che considera penalizzante per le comunità delle Aree Interne.
Sulla stessa linea Micaela Fanelli, che ringrazia il deputato per aver portato la questione all’attenzione del Governo.
La consigliera sottolinea come il passaggio da finanziamenti europei già programmati a eventuali coperture nazionali non ancora formalizzate rappresenti un elemento di forte incertezza per gli enti locali.
Il rischio, secondo l’esponente del PD, è che i Comuni si trovino nell’impossibilità di pianificare con sicurezza gli interventi necessari a migliorare servizi, infrastrutture e condizioni di vita nelle aree più fragili del territorio molisano.
La vicenda assume particolare rilevanza alla vigilia del Comitato di Sorveglianza del programma regionale, previsto a Campobasso, durante il quale la questione della riprogrammazione delle risorse potrebbe rappresentare uno dei principali argomenti di confronto.
Attraverso l’interrogazione parlamentare, il Partito Democratico chiede al Ministero di chiarire la compatibilità dell’operazione con gli obiettivi delle politiche europee di coesione e di valutare le conseguenze dello spostamento dei finanziamenti inizialmente destinati alle strategie territoriali.
Fanelli ribadisce che la mobilitazione proseguirà sia nelle sedi istituzionali regionali sia a livello nazionale, con l’obiettivo di impedire che le comunità delle Aree Interne perdano risorse considerate fondamentali per il proprio futuro.
La questione resta dunque aperta, in attesa dei chiarimenti del Governo e degli sviluppi del confronto sulla programmazione europea. Al centro non c’è soltanto la destinazione dei 19 milioni di euro, ma anche la certezza dei finanziamenti e la possibilità per i piccoli Comuni molisani di realizzare gli interventi previsti per contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo locale.