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Fisiomedica Loretana, budget ASReM da 1,8 milioni ma appena 7 pazienti: lavoratori in protesta, chi rischia di far chiudere la struttura?



Per il terzo giorno consecutivo, sotto una pioggia incessante, i dipendenti della Fisiomedica Loretana di Toro sono tornati a manifestare davanti alla sede dell’ASReM di Campobasso. Una protesta che prosegue mentre aumentano le preoccupazioni per il futuro della struttura sanitaria e per i posti di lavoro delle persone che, da anni, garantiscono assistenza ai pazienti del territorio.

Al centro della mobilitazione c’è una situazione che i lavoratori considerano ormai insostenibile. La Fisiomedica Loretana dispone di una capacità ricettiva che può arrivare fino a 60 pazienti, ma l’ASReM ha assegnato alla struttura un budget annuale di 1,8 milioni di euro, corrispondente alla copertura di circa 37 posti letto. Attualmente, però, i pazienti presenti sarebbero soltanto sette.

Una differenza considerevole che solleva interrogativi sulla gestione degli accessi alle prestazioni sanitarie, sull’utilizzo delle risorse economiche assegnate e sulla possibilità di garantire la continuità delle attività.

A rendere ancora più preoccupante il quadro è il dato economico relativo all’anno in corso. Secondo quanto riferito, la struttura si avvia a chiudere il 2026 con un fatturato di appena 900mila euro, a fronte di un budget ASReM di 1,8 milioni. In sostanza, soltanto la metà delle risorse previste si tradurrebbe in prestazioni effettivamente erogate e fatturate.

Un divario di circa 900mila euro che rischia di avere conseguenze pesanti sulla sostenibilità economica della struttura, soprattutto considerando i costi necessari per mantenere operativi i servizi, il personale e l’organizzazione sanitaria.

Verrebbe quasi da pensare, osservando questi numeri, che a Campobasso e nei comuni dell’hinterland le persone godano di ottima salute e che il bisogno di assistenza sia drasticamente diminuito. Sarebbe certamente una buona notizia, se fosse questa la spiegazione.

Ma la realtà denunciata dai lavoratori è ben diversa.

Secondo quanto segnalato nell’ambito della protesta, l’ASReM indirizzerebbe pazienti verso altre strutture sanitarie, in alcuni casi situate a oltre 50 chilometri di distanza, anziché utilizzare pienamente le risorse e i posti disponibili presso la Fisiomedica Loretana.

Una circostanza che, qualora confermata, porrebbe interrogativi non soltanto sulla distribuzione dei pazienti tra le strutture convenzionate, ma anche sulle conseguenze per le persone bisognose di assistenza e per le loro famiglie.

Percorrere decine di chilometri per ricevere cure significa infatti affrontare spostamenti, costi aggiuntivi e difficoltà organizzative, soprattutto quando si tratta di pazienti fragili o di persone che necessitano di trattamenti continuativi e del supporto dei familiari.

Perché, dunque, una struttura che potrebbe ospitare fino a 60 pazienti, con un budget ASReM da 1,8 milioni di euro destinato a coprire circa 37 posti letto, dovrebbe ritrovarsi con appena sette pazienti?

E soprattutto, perché il fatturato previsto per il 2026 dovrebbe fermarsi a circa 900mila euro, appena la metà del budget assegnato?

Sono queste alcune delle domande alle quali i manifestanti chiedono una risposta.

La questione economica assume un peso particolarmente rilevante. Un budget assegnato non equivale automaticamente a un ricavo garantito: le entrate dipendono infatti dalle prestazioni effettivamente erogate e riconosciute. Di conseguenza, una struttura che dispone delle risorse organizzative e professionali per assistere un numero ben maggiore di pazienti potrebbe trovarsi in difficoltà se il flusso degli utenti rimane costantemente inferiore alle possibilità operative.

Il rischio denunciato è quello di un progressivo indebolimento economico che, nel tempo, potrebbe compromettere la sopravvivenza stessa della Fisiomedica Loretana.

Una situazione che appare ancora più difficile da comprendere alla luce della capacità ricettiva della struttura. Non si tratta, infatti, di una realtà che può ospitare soltanto 37 persone: i posti potenzialmente disponibili arrivano a 60, mentre il finanziamento previsto dall’ASReM riguarda circa 37 posti letto.

La distinzione è fondamentale per comprendere la vicenda. Il problema non sarebbe quindi l’assenza di spazi o la limitata capacità di accoglienza, ma il numero estremamente ridotto di pazienti effettivamente presenti rispetto alle possibilità della struttura e alle risorse economiche programmate.

Tra le preoccupazioni emerse vi è anche quella che le modalità di assegnazione dei pazienti possano finire per penalizzare la struttura di Toro. Un’ipotesi che, allo stato attuale, non risulta accompagnata da elementi sufficienti per attribuire a qualcuno una precisa volontà di provocarne la chiusura, ma che rende ancora più necessaria una spiegazione da parte dell’azienda sanitaria.

Le conseguenze di un’eventuale cessazione dell’attività non riguarderebbero soltanto i lavoratori. Dietro ogni posto di lavoro ci sono famiglie, impegni economici e persone che rischierebbero di perdere una fonte di reddito. A questo si aggiungerebbe la possibile riduzione dell’offerta assistenziale disponibile sul territorio.

La vicenda pone quindi una questione che va oltre la singola vertenza occupazionale: comprendere con quali criteri vengano indirizzati i pazienti alle strutture sanitarie, se la disponibilità dei posti venga adeguatamente considerata e quali iniziative possano essere adottate per evitare disagi non necessari agli utenti.

Servono risposte chiare anche sul rapporto tra il budget assegnato e quello effettivamente utilizzato. Se l’ASReM ha previsto 1,8 milioni di euro per le attività della Fisiomedica Loretana, per quale ragione la struttura dovrebbe riuscire a fatturarne soltanto 900mila? E quali sono le cause che impediscono di utilizzare pienamente la disponibilità prevista?

Sono interrogativi che meritano chiarimenti, anche per comprendere se esistano ostacoli amministrativi, organizzativi o legati ai criteri di assegnazione dei pazienti.

Intanto, davanti alla sede dell’azienda sanitaria regionale, la protesta continua. Tre giorni di mobilitazione, anche sotto la pioggia, testimoniano la determinazione dei dipendenti a chiedere certezze sul proprio futuro.

La domanda che resta aperta è semplice: come può una struttura sanitaria con una capacità fino a 60 pazienti, un budget assegnato da 1,8 milioni di euro e personale pronto a garantire assistenza ritrovarsi con appena sette pazienti e un fatturato previsto dimezzato rispetto alle risorse programmate?

Un interrogativo sul quale sarebbe opportuno un chiarimento ufficiale dell’ASReM, anche per verificare le circostanze denunciate e conoscere le ragioni delle scelte organizzative.

Per i lavoratori della Fisiomedica Loretana, intanto, il tempo delle attese rischia di diventare sempre più difficile. E insieme al futuro della struttura resta in gioco quello di numerose famiglie che chiedono di poter continuare a lavorare e garantire un servizio sanitario al territorio.

Perché il vero interrogativo, a questo punto, non è soltanto quanto costi mantenere aperta la Fisiomedica Loretana, ma perché una struttura che avrebbe le condizioni per assistere molti più pazienti venga utilizzata, secondo quanto denunciato, soltanto in minima parte. E soprattutto chi debba assumersi la responsabilità di spiegare questa situazione prima che le difficoltà economiche diventino irreversibili.

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