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Sanità, Molise primo in Italia per risorse pro capite ma ultimo per numero di medici dipendenti.



Il Molise è la regione italiana con la quota più alta di finanziamento sanitario indistinto per abitante, ma allo stesso tempo registra il dato più basso del Paese per quanto riguarda il numero di medici dipendenti in rapporto alla popolazione.

È il quadro che emerge dal 9° Rapporto Gimbe sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, presentato oggi alla Camera dei deputati.

Secondo i dati relativi al riparto del Fondo sanitario indistinto 2025, al Molise vengono attribuiti in media 2.319 euro per abitante, valore che colloca la regione al primo posto in Italia e che supera di 101 euro la media nazionale, attestata a 2.218 euro pro capite.

Un primato sul fronte delle risorse che si contrappone, però, alla situazione relativa alla presenza di personale medico nelle strutture sanitarie.

Nel 2024 il Molise contava infatti 1,35 medici dipendenti ogni mille abitanti, il valore più basso registrato tra le regioni italiane. Un dato che evidenzia una delle principali criticità del sistema sanitario regionale: alla maggiore disponibilità pro capite di risorse non corrisponde un’analoga dotazione di personale medico dipendente.

Il Rapporto Gimbe fornisce anche indicazioni sulla medicina territoriale. Al 1° gennaio 2025 in Molise non risultavano carenze nel numero dei medici di Medicina generale, mentre sul fronte dei pediatri di libera scelta viene indicata una carenza pari a due professionisti.

Migliore il quadro relativo al personale infermieristico. Nel 2024 in Molise erano presenti 4,92 infermieri ogni mille abitanti, un valore leggermente superiore alla media italiana, ferma a 4,75 ogni mille residenti.

I numeri restituiscono quindi un quadro caratterizzato da forti contrasti: il Molise guida la classifica nazionale per finanziamento sanitario indistinto pro capite e presenta una dotazione di infermieri superiore alla media italiana, ma si trova contemporaneamente all’ultimo posto per numero di medici dipendenti rispetto alla popolazione.

Una fotografia che riporta al centro del dibattito non soltanto la quantità delle risorse destinate alla sanità regionale, ma anche la capacità di trasformarle in personale e servizi effettivamente disponibili sul territorio.

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