
Nuove criticità vengono sollevate sul collegamento autobus tra San Bartolomeo in Galdo e Campobasso. FILT-CGIL, FAISA CISAL e USB LP intervengono sul ripristino di due corse, chiedendo chiarimenti sulle condizioni del percorso, sulla sicurezza delle fermate e sui tempi effettivi necessari per raggiungere il capoluogo molisano.
Il servizio era stato annunciato il 9 settembre dal sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Carmine Agostinelli, dopo le interlocuzioni con il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale del Molise Vincenzo Niro. In quella circostanza era stato riferito anche di un sopralluogo tecnico effettuato insieme ai responsabili SATI per verificare tempi di percorrenza e spazi di manovra.
Le organizzazioni sindacali chiedono ora di conoscere nel dettaglio quale percorso sia stato sottoposto alle verifiche e quali siano stati i risultati. La tratta prevede la partenza da San Bartolomeo in Galdo e il passaggio attraverso Tufara, Gambatesa e Piana delle Noci, per poi transitare sotto Riccia e tornare sulla Statale 17 all’altezza della Rondine. Secondo quanto riportato nel documento, il viaggio richiede circa un’ora e 45 minuti, con gli studenti costretti a partire alle 5:40 e a rientrare a casa intorno alle 15:40.
Il collegamento avrebbe dovuto soddisfare le necessità di circa trenta ragazzi. I sindacati sostengono però che attualmente sull’autobus SATI viaggerebbero soltanto quattro o cinque studenti, mentre una ventina utilizzerebbe un mezzo privato noleggiato direttamente dalle famiglie, capace di raggiungere Campobasso in circa un’ora.
Al centro della questione non ci sono però soltanto i tempi. FILT-CGIL, FAISA CISAL e USB LP riferiscono di aver già segnalato a SATI, Regione Molise e Comune di San Bartolomeo in Galdo alcune criticità relative alle fermate presenti sul territorio comunale. In particolare vengono evidenziate segnaletica assente o inadeguata, aree non chiaramente delimitate e carenza di spazi idonei all’accostamento degli autobus. I sindacati chiedono inoltre che gli orari vengano ricalcolati considerando le fermate, le reali condizioni della strada e i tratti sottoposti a limiti di velocità di 30, 20 e 10 chilometri orari.
Un ulteriore punto riguarda la strada Galessa, conosciuta come “Amborchia”. Le organizzazioni segnalano dissesti e una situazione della segnaletica che ritengono poco chiara. Nel materiale allegato al comunicato è infatti visibile, nello stesso tratto, un cartello di strada chiusa al traffico e un divieto per i veicoli superiori alle 15 tonnellate con l’indicazione “eccetto autobus”. Per questo sono stati richiesti ai Comuni competenti gli atti utili a chiarire le condizioni nelle quali i mezzi del trasporto pubblico possono percorrere la strada e la documentazione relativa alle verifiche tecniche effettuate.
Secondo i sindacati, prima dell’attivazione del servizio sarebbe stato necessario chiarire definitivamente l’idoneità delle fermate, le condizioni dell’Amborchia, la segnaletica e i reali tempi di percorrenza.
La richiesta conclusiva è quindi quella di rendere pubblici gli esiti delle verifiche effettuate, mettere in sicurezza e individuare correttamente le fermate, rivedere gli orari sulla base dei tempi effettivi di viaggio e chiarire senza ambiguità la percorribilità dell’Amborchia. L’obiettivo indicato dalle organizzazioni sindacali è arrivare a un collegamento che sia sicuro per conducenti e passeggeri e, allo stesso tempo, concretamente rispondente alle esigenze degli studenti.