

Duecentoventi anni di storia, ma soprattutto tante questioni ancora aperte sul futuro. La Provincia di Campobasso ha celebrato domenica 27 settembre l’anniversario della sua istituzione, avvenuta nel 1806, con una giornata che ha unito memoria, cultura e confronto istituzionale. Una ricorrenza che ha offerto l’occasione per riflettere sul ruolo di un ente chiamato ancora oggi a garantire servizi fondamentali ai cittadini, nonostante le difficoltà finanziarie e i cambiamenti introdotti negli ultimi anni.
La manutenzione delle strade, la sicurezza degli edifici scolastici e il sostegno ai Comuni rappresentano alcune delle principali responsabilità delle amministrazioni provinciali. Attività che, soprattutto in un territorio come quello molisano, richiedono risorse certe e una programmazione capace di rispondere alle esigenze delle comunità.
Proprio da queste necessità è partita la riflessione del presidente della Provincia di Campobasso, Giuseppe Puchetti, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà degli enti provinciali nel garantire interventi continuativi in assenza di finanziamenti strutturali. La gestione della rete viaria e del patrimonio scolastico costituisce una parte significativa delle competenze provinciali, ma la disponibilità di risorse economiche non sempre consente di affrontare tempestivamente le necessità dei territori.
Accanto alla questione finanziaria, Puchetti ha rilanciato il tema della riforma istituzionale, indicando nel ritorno all’elezione diretta degli organi provinciali uno dei passaggi da affrontare. Una modifica che, secondo il presidente, dovrebbe essere accompagnata dall’attribuzione di funzioni adeguate e dalle risorse necessarie al loro esercizio. L’obiettivo è restituire ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti provinciali, superando il sistema elettorale introdotto dalla legge Delrio.
Una prospettiva condivisa anche da Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila, sindaco di Castel di Sangro e vicepresidente dell’Unione Province d’Italia. Nel suo intervento ha richiamato il valore storico e identitario delle Province, sottolineando la necessità di adeguarne l’organizzazione alle esigenze attuali. Il ritorno al suffragio diretto rappresenta uno degli obiettivi perseguiti dall’UPI, insieme al rafforzamento degli organici, alla definizione delle competenze e all’assegnazione di finanziamenti adeguati.
Il percorso di riforma resta tuttavia legato alle decisioni del Governo e del Parlamento. Secondo Caruso, difficilmente sarà possibile arrivare a una conclusione nell’attuale fase della legislatura. L’intenzione dell’UPI è quindi mantenere aperto il confronto nazionale e riportare la questione al centro del dibattito politico in occasione delle prossime elezioni.
Le celebrazioni sono iniziate nella Sala consiliare Antonio Carlone, dove si è svolto un Consiglio provinciale aperto alla presenza di Puchetti, dei consiglieri provinciali e di alcuni degli ex presidenti che hanno amministrato l’ente negli ultimi quarant’anni. Un incontro che ha permesso di ripercorrere le diverse fasi della storia amministrativa della Provincia, dalle sue origini fino alle trasformazioni più recenti.
La giornata è poi proseguita al Teatro Savoia di Campobasso, con la partecipazione del presidente della Regione Molise Francesco Roberti, del presidente dell’UPI Molise Daniele Saia e della sindaca del capoluogo Marialuisa Forte.
Nel corso della serata, condotta dai giornalisti Maria Grazia Fascitelli ed Enzo Luongo, è stato presentato il trailer del docufilm Terre d’Incontro, realizzato dalla Palasanto Films. Il professor Gino Massullo ha invece ripercorso la storia della Provincia di Campobasso attraverso una lectio magistralis dedicata alle vicende che hanno accompagnato l’evoluzione dell’istituzione e del territorio.
A concludere le celebrazioni è stato il concerto Il Teatro in Musica, affidato all’Orchestra di Fiati del Conservatorio Lorenzo Perosi, composta da docenti e allievi e diretta dal maestro Giuseppe Lentini, insieme ai giovani musicisti dell’Orchestra di Sax.
L’anniversario ha così rappresentato un momento di incontro tra passato e presente, riportando l’attenzione sulle prospettive di un’istituzione che continua a svolgere un ruolo di collegamento tra i Comuni e gli altri livelli amministrativi. Dopo 220 anni, il confronto si concentra ora sulle condizioni necessarie affinché le Province possano continuare a garantire i propri servizi: finanziamenti stabili, personale, competenze definite e una possibile revisione del sistema di rappresentanza democratica.