

Diciannove milioni di euro sottratti alle aree interne del Molise per finanziare la zona franca doganale di Termoli, con la promessa di una futura copertura che, al momento, non sarebbe garantita. È questa la denuncia della consigliera regionale del Partito Democratico Micaela Fanelli, che interviene sulla rimodulazione dei fondi europei proposta dalla Regione e rivolge un appello ai componenti del Comitato di Sorveglianza affinché si oppongano alla procedura scritta avviata venerdì sera.
Al centro della contestazione c’è la decisione di destinare nuove risorse alla realizzazione della zona franca doganale di Termoli, un’infrastruttura inizialmente finanziata con circa 15 milioni di euro del Pnrr. Secondo quanto riferito dalla consigliera, l’opera avrebbe dovuto essere completata entro il 31 agosto, ma lo stato di avanzamento dei lavori sarebbe fermo ad appena il 3%. Una situazione che avrebbe determinato la perdita del finanziamento europeo originario, rendendo necessario individuare una nuova copertura economica.
La soluzione proposta dalla Regione, sostiene Fanelli, sarebbe quella di utilizzare circa 15 milioni del programma Fesr, attraverso una rimodulazione che comporterebbe una riduzione complessiva di 19 milioni delle risorse precedentemente destinate alle aree interne. Una scelta che la consigliera considera penalizzante per i Comuni, già impegnati nella realizzazione di interventi fondamentali per contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo dei territori.
Fanelli non mette in discussione l’importanza strategica della zona franca doganale di Termoli, ma contesta la gestione del progetto e la decisione di utilizzare fondi destinati ad altre finalità per compensare i ritardi accumulati. A suo giudizio, sarebbe stato necessario accertare le responsabilità del mancato rispetto delle scadenze e individuare soluzioni finanziarie che non compromettessero gli investimenti programmati dagli enti locali.
La consigliera solleva inoltre interrogativi sulla gestione dell’appalto e sulle ragioni che avrebbero portato la Regione a scegliere questa particolare soluzione finanziaria.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda il Programma operativo complementare, indicato come possibile strumento per reintegrare le risorse sottratte alle aree interne. Secondo Fanelli, tuttavia, il programma sarebbe stato approvato con tre anni di ritardo e dovrebbe ancora ottenere il via libera del Cipess. A complicare ulteriormente la situazione ci sarebbe la scadenza del 31 dicembre 2026 per l’utilizzo dei finanziamenti.
La consigliera evidenzia soprattutto che, nella versione attuale del programma, non sarebbero previste le somme necessarie a compensare i 19 milioni destinati ai Comuni. Per questo considera la prospettata copertura futura una possibilità ancora incerta, a fronte di una riduzione delle risorse Fesr che diventerebbe invece immediatamente effettiva.
Nella sua nota, Fanelli risponde anche al presidente Michele Iorio sulla questione degli otto miliardi di euro precedentemente indicati tra le risorse destinate al Molise. La consigliera ricorda di aver già sollevato il problema il 9 settembre, quando aveva presentato un’interrogazione per chiarire la reale consistenza dei finanziamenti, ipotizzando che nella cifra fossero stati inclusi anche interventi di carattere nazionale e non esclusivamente regionale.
L’esponente del Pd respinge quindi le contestazioni ricevute, sottolineando di aver esercitato il proprio ruolo istituzionale di controllo rispetto ai dati diffusi dalla maggioranza durante una conferenza stampa. Secondo Fanelli, il chiarimento successivamente fornito da Iorio confermerebbe la necessità degli approfondimenti richiesti.
La questione più urgente resta però quella della rimodulazione dei fondi europei. La procedura scritta avviata venerdì prevede infatti tempi particolarmente ristretti, con una conclusione fissata nell’arco di cinque giorni. Una tempistica sulla quale la consigliera esprime perplessità, considerando la rilevanza delle modifiche proposte e le possibili conseguenze per gli enti locali.
Da qui l’appello rivolto alle rappresentanze sindacali, alle associazioni, alle istituzioni e soprattutto ai rappresentanti dei Comuni presenti nel Comitato di Sorveglianza, affinché esprimano un voto contrario alla proposta regionale.
Per Fanelli, prima di procedere con qualsiasi trasferimento di risorse, è indispensabile garantire che i finanziamenti destinati alle aree interne rimangano effettivamente disponibili. Il rischio denunciato è che i Comuni si ritrovino a perdere fondi già programmati in cambio di una copertura alternativa ancora subordinata ad approvazioni e scadenze che, secondo la consigliera, rendono incerto il recupero delle somme.