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Campobasso, musica nei locali fino alle 2, ma stop al pallone nel parco: 200 cittadini contestano le regole sulla quiete pubblica.



CAMPOBASSO – La musica all’aperto nei locali pubblici può proseguire fino alle due di notte, mentre nel Parco della Musica “Giuseppe Manente” giocare a pallone è vietato già dalle 23. È questa la disparità denunciata da un gruppo di 200 cittadini di Campobasso, che torna a contestare le scelte dell’amministrazione comunale in materia di quiete pubblica.

Al centro della vicenda ci sono due provvedimenti adottati a poche settimane di distanza: il nuovo Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana, approvato il 31 agosto, e l’ordinanza comunale numero 48 del 24 settembre, che introduce limitazioni alle attività ludiche e sportive nel Parco della Musica.

Secondo i firmatari della segnalazione-diffida, rappresentati da Aldo Marianera, i due provvedimenti evidenziano una contraddizione nella gestione degli spazi pubblici e nella tutela del riposo dei residenti.

La protesta nasce dalle disposizioni contenute nell’articolo 23 del nuovo regolamento comunale. In particolare, l’emendamento numero 2 consente, secondo quanto riportato dai cittadini, la diffusione sonora all’esterno dei locali fino all’una di notte per 235 giorni all’anno e fino alle due per i restanti 130 giorni.

Una disciplina che i firmatari ritengono eccessivamente permissiva, soprattutto in assenza di un sistema strutturato di controlli nelle ore serali e notturne.

I 200 cittadini hanno già trasmesso una segnalazione-diffida alla sindaca, alla Prefettura, alla Questura, alla Polizia Locale e ad ARPA Molise, chiedendo interventi per garantire il rispetto dei limiti acustici e la tutela della salute pubblica.

A riaccendere la polemica è stata l’ordinanza comunale numero 48 del 24 settembre, che disciplina le attività all’interno del Parco della Musica “Giuseppe Manente”.

Il provvedimento vieta schiamazzi e rumori molesti durante l’intera giornata e introduce due fasce orarie di particolare tutela: dalle 14 alle 16 e dalle 23 alle 7.

Durante questi intervalli non è consentito praticare attività ludico-sportive, compreso il gioco del pallone. Per chi viola le disposizioni sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.

Una decisione che i firmatari della diffida mettono a confronto con gli orari concessi agli esercizi pubblici per la diffusione musicale all’aperto.

Secondo i cittadini, l’amministrazione applica criteri differenti a situazioni che possono entrambe incidere sulla tranquillità dei residenti: da una parte limita il gioco dei ragazzi negli spazi pubblici, dall’altra autorizza la musica dei locali fino a notte inoltrata.

Un altro elemento sollevato dai firmatari riguarda la capacità di verificare il rispetto delle disposizioni comunali.

Nella nota viene evidenziata l’assenza, secondo i cittadini, di un piano organico di controlli fonometrici nelle ore serali e notturne. Viene inoltre segnalato che il servizio della Polizia Locale termina alle 20, lasciando aperto il problema della vigilanza nelle fasce orarie in cui si concentrano le attività della movida.

La questione, sostengono i promotori dell’iniziativa, non riguarda soltanto il disturbo provocato dalla musica, ma anche la possibilità per i residenti di ottenere interventi tempestivi in caso di superamento dei limiti consentiti.

I firmatari chiedono all’amministrazione di rivedere le disposizioni sulla diffusione sonora, ripristinando il divieto di musica all’esterno dei locali dalla mezzanotte alle 8 e introducendo il divieto di somministrazione e consumo all’aperto dalle 24 alle 7.

Tra le altre richieste figurano controlli fonometrici periodici in collaborazione con ARPA Molise, un piano di vigilanza serale e notturna, la verifica di tutti i dehors e l’eventuale adozione di ordinanze urgenti nei casi previsti dalla legge.

I cittadini chiedono inoltre una risposta scritta entro 30 giorni.

La nuova iniziativa riporta al centro del dibattito il rapporto tra il diritto al riposo, le esigenze delle attività commerciali e la possibilità per i giovani di utilizzare gli spazi pubblici.

Resta ora da conoscere la posizione dell’amministrazione comunale sulle contestazioni sollevate e sull’eventuale revisione delle disposizioni.

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