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Fine vita in Molise, Salvatore (Pd) chiede di accelerare l’esame della proposta di legge.



Accelerare l’iter della proposta di legge regionale sul fine vita e avviare il confronto in Commissione. È la richiesta avanzata da Alessandra Salvatore, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale del Molise e prima firmataria della proposta di legge 66/2025.

La consigliera rende noto di aver formalizzato nei giorni scorsi una serie di proposte di emendamento, elaborate con il supporto dei giuristi dell’Associazione Luca Coscioni, e di aver chiesto, nel corso della seduta della IV Commissione, l’avvio della discussione sul provvedimento.

Secondo Salvatore, il punto centrale riguarda la possibilità di definire procedure chiare per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nei casi e alle condizioni individuate dalla Corte costituzionale.

«Il diritto, nei casi e alle condizioni individuate dalla Corte Costituzionale, esiste già nel nostro ordinamento», sostiene la capogruppo dem, evidenziando come la questione riguardi soprattutto le modalità attraverso le quali le persone che si trovano nelle condizioni previste possano concretamente accedere alle procedure.

Per Salvatore è necessario evitare che l’applicazione delle disposizioni possa variare in maniera significativa da un territorio all’altro. «Non è accettabile che la possibilità di esercitare un diritto dipenda dalla Regione nella quale una persona si trova a vivere», afferma, richiamando il rischio di disparità tra cittadini in presenza di procedure regionali differenti.

La richiesta arriva mentre il tema continua ad essere oggetto di confronto anche a livello nazionale e regionale. Salvatore richiama, in particolare, il recente caso del Veneto e le iniziative legislative già intraprese in altre Regioni italiane, sostenendo la possibilità di affrontare la materia al di là delle appartenenze politiche.

La proposta presentata in Molise, sottolinea inoltre la consigliera, ha raccolto sottoscrizioni anche tra esponenti del centrodestra.

Gli emendamenti depositati, secondo quanto riferito dalla capogruppo Pd, intendono adeguare il testo all’evoluzione del quadro giuridico e alle indicazioni della Corte costituzionale.

L’obiettivo indicato è ora quello di avviare l’esame della proposta, procedere con l’istruttoria nelle sedi consiliari competenti e arrivare a una disciplina regionale che stabilisca procedure definite per i casi previsti dall’attuale quadro giuridico.

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