

La questione del cosiddetto “tubone” tra Molise e Puglia torna al centro del confronto politico regionale. Il consigliere regionale di Costruire Democrazia, Massimo Romano, ha inviato una nota formale al presidente della Regione Francesco Roberti, chiedendo l’accesso agli atti e diffidandolo dal sottoscrivere accordi vincolanti prima che venga fatta chiarezza sui volumi d’acqua effettivamente disponibili e sul reale fabbisogno del territorio molisano.
L’iniziativa arriva dopo l’annuncio del consigliere regionale delegato Massimo Sabusco relativo all’imminente sottoscrizione di un accordo tra Regione Molise e Regione Puglia, promosso dal commissario straordinario per l’emergenza idrica Nicola Dell’Acqua Ciciliano, riguardante il progetto infrastrutturale comunemente definito “tubone”.
Romano ha indirizzato la propria richiesta anche al consigliere delegato, al direttore del servizio regionale Difesa del Suolo e all’Autorità di bacino. L’obiettivo è ottenere tutti gli atti relativi all’accordo, compresi quelli endoprocedimentali, oltre ai dati derivanti dal programma di studio e monitoraggio dell’Autorità di bacino.
Secondo il consigliere, proprio questi dati dovrebbero consentire di stabilire su basi scientifiche quali siano i quantitativi d’acqua realmente disponibili e quale sia il fabbisogno del Molise. Romano sostiene inoltre che la documentazione non sarebbe stata portata all’attenzione del Consiglio regionale, che ritiene debba essere coinvolto nelle relative decisioni.
Da qui la diffida formale rivolta a Roberti affinché si astenga dall’assumere impegni vincolanti per la Regione fino a quando non saranno chiariti il percorso amministrativo e gli aspetti riguardanti il demanio idrico.
Il punto centrale sollevato da Romano riguarda la disponibilità effettiva della risorsa. Il consigliere manifesta preoccupazione per il fatto che la discussione sulla realizzazione dell’infrastruttura possa procedere prima di conoscere gli esiti dello studio dell’Autorità di bacino.
Secondo Romano, la valutazione tecnica dovrebbe rappresentare il presupposto per stabilire se esistano effettive eccedenze da trasferire verso la Puglia, evitando che l’operazione possa incidere sulle riserve strategiche del Molise.
Per questo chiede che il contenuto dell’accordo venga reso noto e approfondito attraverso un percorso trasparente e partecipato, con il coinvolgimento del Consiglio regionale. A suo giudizio, il confronto svolto finora sarebbe stato troppo generico e rischierebbe di trasformare una questione tecnica e strategica in una contrapposizione esclusivamente politica.
Romano conclude chiedendo la massima attenzione sulla vicenda e paventando il rischio che sul futuro della risorsa idrica possano prevalere logiche politiche trasversali, lasciando i cittadini molisani fuori dalle decisioni.