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Kebab chiuso a Campobasso, FdI incalza la Giunta Forte: “Dov’erano i controlli del Comune?”.



CAMPOBASSO. Dopo la chiusura della kebaberia di via Nobile, per la Giunta Forte si apre ora un fronte politico che riguarda direttamente il sistema dei controlli comunali. Fratelli d’Italia mette nel mirino l’amministrazione di Palazzo San Giorgio e chiede di sapere come sia stato possibile che un’attività commerciale, qualora venga confermata l’assenza dei necessari titoli amministrativi, abbia potuto operare senza che gli uffici comunali intervenissero prima.

A sollevare il caso sono i consiglieri comunali Francesco Pilone, Mario Annuario e Stefania Di Claudio, insieme alla coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia Mariangela Di Biase.

Il punto, per l’opposizione, non riguarda soltanto quanto accaduto nei giorni scorsi nel locale, ma soprattutto ciò che sarebbe avvenuto – o non avvenuto – prima dell’intervento della Polizia.

FdI riconosce alla Questura di Campobasso e alla Polizia di Stato il merito di aver svolto con efficacia la propria attività di controllo. Ed è proprio l’esito di quell’intervento, secondo il partito, a porre interrogativi pesanti sull’azione amministrativa del Comune.

Se infatti le presunte irregolarità relative ai titoli necessari per esercitare l’attività dovessero essere confermate, l’opposizione vuole sapere perché non siano state individuate attraverso gli ordinari controlli di competenza comunale.

«Il rispetto delle regole e la regolarità delle attività commerciali non possono dipendere dalla casualità di un controllo effettuato per altre ragioni», affermano gli esponenti di Fratelli d’Italia.

Una critica che investe direttamente la capacità della Giunta Forte di garantire un efficace sistema di vigilanza amministrativa sul territorio. Per FdI non sarebbe sufficiente prendere atto delle irregolarità dopo che queste vengono eventualmente portate alla luce dall’intervento di un’altra istituzione: il Comune, sostengono i consiglieri, deve essere in grado di effettuare autonomamente le verifiche che rientrano nelle proprie competenze.

Da qui l’annuncio dell’accesso agli atti.

Pilone, Annuario e Di Claudio intendono acquisire tutta la documentazione relativa all’esercizio di via Nobile per ricostruire la sua posizione amministrativa, capire da quanto tempo fosse operativo e soprattutto verificare quali controlli siano stati effettuati dagli uffici di Palazzo San Giorgio.

Una richiesta che potrebbe consentire di chiarire se l’amministrazione comunale fosse a conoscenza della situazione e quali procedure di verifica siano state attivate nel corso del tempo.

FdI evita di indirizzare l’attacco contro la singola attività o contro una determinata comunità e precisa che il problema è esclusivamente amministrativo e politico: le regole devono essere uguali per tutti, ma perché questo principio venga rispettato è necessario che qualcuno ne verifichi concretamente l’applicazione.

Ed è proprio su questo terreno che l’opposizione chiama in causa la sindaca Marialuisa Forte e la sua amministrazione.

«Se un’attività opera senza i necessari titoli, quanto tempo occorre al Comune per accorgersene?», chiedono i rappresentanti di Fratelli d’Italia.

Un interrogativo destinato a pesare sul confronto politico a Palazzo San Giorgio. Perché, al di là del singolo caso, FdI pone una questione più ampia sull’efficacia della macchina comunale e sulla capacità della Giunta Forte di vigilare sulla regolarità delle attività presenti in città.

Alla Questura e alla Polizia di Stato arriva quindi il plauso dell’opposizione. Alla Giunta Forte, invece, viene presentato il conto politico dei chiarimenti: quali titoli possedeva realmente l’esercizio, da quanto tempo operava, quali verifiche erano state effettuate e, soprattutto, perché le eventuali irregolarità non sarebbero state individuate prima.

Ora saranno gli atti richiesti dai consiglieri a fornire elementi concreti. Ma politicamente il caso è già aperto: Fratelli d’Italia chiede alla sindaca Forte di spiegare se il sistema dei controlli comunali abbia funzionato e, in caso contrario, dove si sia inceppato.

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