

Nuovo colpo al Piano Operativo Sanitario della struttura commissariale. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise ha disposto la sospensione cautelare del provvedimento che prevedeva la chiusura del Punto Nascita dell’ospedale “Ferdinando Veneziale” di Isernia, accogliendo la richiesta avanzata dagli enti locali ricorrenti.
Il decreto, firmato dal presidente del TAR Molise Orazio Ciliberti il 15 luglio 2026, blocca temporaneamente l’efficacia della misura contestata, in attesa della valutazione collegiale prevista per il prossimo 2 settembre.
A promuovere il ricorso sono stati il Comune di Isernia, la Provincia di Isernia e i Comuni di Venafro e Sesto Campano, rappresentati dagli avvocati Michele Lioi e Stefano Viti. Tra le motivazioni presentate al giudice amministrativo, particolare rilievo è stato dato alle possibili conseguenze sulla sicurezza delle gestanti e dei nascituri, soprattutto nei casi di gravidanze a rischio o situazioni che richiedono interventi specialistici tempestivi.
Nelle motivazioni del decreto, il TAR evidenzia infatti che la soppressione del servizio potrebbe determinare criticità rilevanti per la tutela della salute, considerando la necessità di garantire un accesso rapido alle cure ostetriche e neonatali.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che ha definito la decisione «un importante segnale a difesa della sanità pubblica molisana». Il primo cittadino ha ribadito la necessità di un confronto più ampio con i territori sulle scelte che riguardano l’organizzazione sanitaria regionale, criticando l’assenza di un percorso condiviso con amministratori e cittadini.
Nella stessa giornata è arrivata un’altra decisione favorevole ai ricorrenti sul fronte della sanità altomolisana. In Camera di Consiglio, infatti, il TAR Molise ha accolto l’istanza cautelare relativa all’ospedale “San Francesco Caracciolo” di Agnone, confermando la precedente sospensione delle misure previste dal Piano Operativo.
Il sindaco di Agnone, Daniele Saia, ha accolto con favore il pronunciamento dei giudici amministrativi, sottolineando come il provvedimento consenta di mantenere inalterata, almeno fino alla discussione di merito fissata per il 16 dicembre, la qualifica di ospedale di area particolarmente disagiata, con la conseguente conservazione dei servizi attualmente attivi, compreso il Pronto Soccorso.
Le due decisioni rappresentano un passaggio significativo nella complessa vicenda della riorganizzazione sanitaria regionale e riaccendono il confronto politico e istituzionale sul futuro della rete ospedaliera molisana. Per il momento, i servizi contestati restano operativi in attesa delle prossime pronunce del TAR.