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Castrataro il fenomeno? Basta fare ironia, fenomeno lo è davvero.

Il primo cittadino di Isernia, Piero Castrataro



La guerra di Piero in questo caso non è il titolo di una canzone ma di una battaglia sottotraccia condotta con il sorriso, un sorriso che farebbe invidia a quelli delle pubblicità dei più venduti adesivi per dentiere.

La parentesi Castrataro è infatti la prova esistente del paradosso della competenza in politica: meno ce n’è e meglio è.

L’uomo qualunque, uno del popolo, che non ha interessi, a differenza degli ingordi politici, che garantisca la partecipazione.

Questo è il modo per far virare, senza accorgercene, la democrazia rappresentativa verso un’aristocrazia, passando per il mito della democrazia diretta e partecipata, scegliendo il candidato che meglio si costruisce un personaggio via social.

Questa è la guerra di Piero e dei suoi, silenziosa e ammaliante, come se in realtà fosse una festa di rinascita. L’uomo qualunque che conserva per se le deleghe assessorili piú potenti e ricche di ‘interessi’ e ‘interessati’, come quella in materia di rifiuti, sulla quale l’Ente dovrá a breve pubblicare un nuovo milionario bando, oppure quella sulle energie rinnovabili, tema che l’ingegnere Castrataro ben conosce e sui cui progetti avanguardistici,  da promuoversi sul territorio provinciale, sta già lavorando direttamente da un po’, tanto da pensare che ormai fosse conveniente tornare a casa.

Gli vanno riconosciute peró delle ottime capacità: come quella di evitare cadute dando subito una poltrona a tutti gli ex dissidenti che fecero cadere il loro Sindaco di centrosinistra appena qualche anno fa, o la capacità di formare una squadra composta per lo più da teste di legno in cerca di autore che non diano fastidio e che, se iniziano a tirare la testa fuori dal sacco, gli sganci una delega al benessere psicologico e roba del genere e li fai contenti per buona pace dei già 9 assessori, presi anche all’esterno, delegati alle varie ed eventuali.

Tutte ottime persone, per carità, ma politicamente inadatte e inconsistenti tanto da non curarsi minimamente di quanto sottile sia l’operazione, ad esempio, sulla consigliera e dirigente regionale Nicolina Del Bianco, candidata certa alle prossime elezioni regionali grazie ad un accordo con molti intrighi e retroscena.

Ma l’apice il Sindaco Castrataro e i suoi lacchè lo hanno raggiunto con l’assemblea sulla sanità: una passerella elettorale di tutto rispetto, alla quale hanno invitato proprio tutti a dare fiato alle trombe, anche a quelle che sono state a capo dell’orchesta per cosí tanto tempo da determinare lo sfacelo del quale oggi ci si lamenta. Il trombato , pardon il trombone Michele Iorio che delira ossessivamente e pericolosamente ogni volta che parla solamente perché è sicuro che Castrataro, il “ figlioccio “ che ha letteralmente e numericamente fatto eleggere sindaco , non firmerà mai un TSO  ( Trattamento Sanitario Obbligatorio) nei suoi confronti.

Uno scenario raccapricciante, intriso di ipocrisia e populismo cosí ben nascosti da non riuscire a provocare sgomento e indignazione neanche nel più illuminato dei cittadini.

Cosa dire Sindaco, chapeau, l’avevamo sottovalutata.

Gilda Ricci

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