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Fino all’ultimo miglio: Iorio massacra Toma con proclami trionfalistici sulla legge sanitaria approvata ieri in consiglio intestandosi i meriti. Peccato che la legge sarà inutile



Dopo l’approvazioni di ieri della legge sul riordino della sanità molisana, presentata da Iorio, Calenda e Romagnuolo, che è stata approvata con i voti delle minoranze più quelli dei firmatari e di Armandino D’Egidio, questa mattina Michele Iorio ha indetto una conferenza stampa per annunciare in pompa magna e con proclami trionfalistici la legge approvata ieri e che secondo l’isernino segnerà la svolta per la nostra sanità pubblica. Peccato che tutto questo, come ieri avevamo previsto sul nostro giornale, faccia parte soltanto di una ampia strategia messa in atto da Iorio&Co. per minare definitivamente ogni speranza di Toma di essere il candidato alla presidenza della Regione nel 2023. Infatti solo per ricordarvelo, questa legge non sarà mai applicabile in quanto la nostra regione per quel che riguarda la sanità è commissariata, e di conseguenza è soltanto il mezzo tramite il quale Donato Toma sarà costretto a pubblica gogna. Se volete capire di cosa stiamo parlando leggete l’articolo pubblicato ieri al link: https://bit.ly/3Hoznis

Per Michele Iorio l’unica strada possibile è quella delle dimissioni di Donato Toma, ed infatti così afferma: “La doppia personalità fa parte della patologia neurologica non credendo a questa patologia il Commissario Presidente può fare una sola cosa, dimettersi o da commissario  o da Presidente”

“Cercherò di spiegare in giro le ragioni di quanto da me presentato che poi non è altro quello che ho sempre sostenuto quando ero al Governo”. Questo quanto dichiarato dal consigliere regionale Michele Iorio al margine della conferenza stampa indetta per presentare la sua Proposta di Legge di Riordino del Servizio Sanitario Regionale. “Se il Commissario presidente Donato Toma non è d’accordo non può fare altro che dimettersi”.  “Si tratta di un ripristino – ha detto – di una sanità che hanno distrutto. Parliamo di un DEA di secondo livello che già c’era a Campobasso, così gli  Ospedali di Termoli e Isernia riprendono una funzionalità che già avevano, mentre l’Ospedale di Agnone resta come  Ospedale di Area Disagiata . Lo stabilimento ospedaliero però potrà offrire servizi di tipo ospedaliero e nel contempo essere centro di Case Della Salute. Al contrario così come aveva fatto il Piano Frattura cosa poi ripetuta da Donato Toma non assisteremo a una declassificazione”. “Intanto – dice ancora Iorio – in questi anni c’è stato un disinteresse da parte del Governo centrale verso la nostra regione pressoché generale. Il Governo ha fatto qualche sorriso quando gli abbiamo restituito indietro i 200 milioni per la Termoli San Vittore ma nulla ha fatto nulla per il tessuto produttivo molisano. Solo alcuni esempi? Gam e Zuccherificio. Non dobbiamo poi meravigliarci se la gente se ne va via da questa regione”. “Se sarò io il candidato alla presidenza, darò battaglia in ogni sede per far diventare operativa questa legge. Io ho le conoscenze ed i contatti per farlo accadere. Ai tavoli romani bisogna andarsi a sedere ed alzare la voce, non essere accondiscendenti in tutto e per tutto, ed io sono l’unico che vuole farlo”

Insomma dalle dichiarazioni fatte da Michele Iorio oggi nella conferenza stampa si evince chiaramente, ed ancora meglio, la sua consapevolezza di star mettendo in trappola Donato Toma, e che soltanto questo è lo scopo di questa legge, cioè mettere il Presidente/Commissario nella posizione di dover dire ai cittadini molisani di non poter attuare questa ottima legge, in quanto il Governo centrale non ce lo consentirebbe vista la situazione del commissariamento per il rientro dal debito sanitario.

Toma, se ciò accadesse, sarebbe irrimediabilmente compromesso sul piano politico, poiché grazie a questo trappole messo in atto da Iorio e compagnia, risulterebbe agli occhi dei molisani colui che non vuole il meglio per la nostra Sanità Pubblica e di certo non verrebbe mai proposto di nuovo agli elettori come probabile Presidente, in quanto ogni partito della coalizione sarebbe conscio del fatto che sarebbe una sconfitta sicura.

Non vogliamo entrare nel merito di leggi, cassazione, governo, commissariamento ecc. vogliamo soltanto fare una considerazione. Michele Iorio e la Romagnuolo sono esponenti di un partito, che della lealtà e della coerenza ha fatto la propria bandiera, cioè Fratelli d’Italia. Questa trappola messa all’impiedi è ben lontana da questi principi che dovrebbero guidare la linea politica di chi fa parte del partito della Meloni. Perchè da Roma nessuno interviene in merito? Forse perchè già si sa per certo che Iorio si andato a Roma qualche giorno fa a trattare con Forza Italia per il suo rientro tra le fila dei berlusconiani, chiedendo in cambio la candidatura come Presidente?  Dalle indiscrezioni però la strada in questo caso sarebbe in salita ripidissima per l’ex governatore, in quanto, a differenza di quanto da lui stesso affermato oggi, nel partito di Berlusconi non sarebbe poi così ben visto e quindi ben accetto.

Certo è che la vicenda è agli albori ed è davvero complessa e di difficile previsione sui suoi esiti anche per chi legge la politica quotidianamente come noi. Ma potete starne certi che vi aggiorneremo in merito, con il nostro pensiero che è sempre controcorrente ed alternativo. Perchè al di la delle apparenze i fatti, in politica, sono sempre più intrigati di come sembrano. Soprattutto quelli che sembrano facili da capire.

Il Direttore Simone Rocco

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