

In Molise si diventa madri sempre più tardi e il numero medio di figli resta particolarmente basso. A confermare le difficoltà sul fronte della natalità sono le stime diffuse dall’Istat nel rapporto 2025 sulla natalità e sulla fecondità della popolazione residente, che evidenziano differenze significative tra donne italiane e straniere.
Per le donne italiane residenti in Molise, il numero medio di figli si attesta a uno, mentre per le cittadine straniere sale a 1,42. Una distanza che emerge anche osservando l’età alla maternità: le italiane partoriscono mediamente a 33,4 anni, contro i 29,5 delle straniere. Quasi quattro anni di differenza che raccontano due diverse dinamiche demografiche all’interno dello stesso territorio.
I numeri regionali si inseriscono in un quadro nazionale caratterizzato da una progressiva riduzione della fecondità. Nel 2025, infatti, il numero medio di figli per donna in Italia scende a 1,14, rispetto all’1,18 registrato nell’anno precedente.
Il calo interessa entrambe le componenti della popolazione femminile. Tra le italiane si passa da 1,11 figli per donna nel 2024 a 1,07 nel 2025. Anche tra le straniere si registra una diminuzione, con un valore che scende da 1,81 a 1,74 figli per donna. Nonostante la flessione, la fecondità delle cittadine straniere continua a mantenersi su livelli superiori rispetto a quella delle italiane.
Per il Molise, una regione già alle prese con le conseguenze dello spopolamento e dell’invecchiamento della popolazione, questi indicatori rappresentano un ulteriore elemento di riflessione sulle prospettive demografiche del territorio.
La riduzione delle nascite, insieme alla tendenza a posticipare la maternità, pone interrogativi sulla capacità di garantire nel tempo un adeguato ricambio generazionale. Una questione che coinvolge non soltanto le famiglie, ma anche il futuro dei servizi, della scuola, del mercato del lavoro e delle comunità locali.
Il rapporto Istat offre anche una curiosità sulle preferenze dei genitori nella scelta dei nomi. In Molise, tra i bambini, il nome maschile più ricorrente è Mattia, mentre per le bambine si distinguono Ginevra e Sofia.
Al di là delle preferenze anagrafiche, resta il dato centrale dell’indagine: la fecondità continua a diminuire e la maternità si colloca sempre più avanti negli anni. Un fenomeno nazionale che assume particolare rilevanza in una piccola regione come il Molise, dove la tenuta demografica rappresenta una delle principali sfide per il futuro.