

CAMPOBASSO. Nuovi sviluppi nelle indagini sulla morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, decedute per avvelenamento da ricina nei giorni a ridosso dello scorso Natale. Questa mattina gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso hanno effettuato una doppia perquisizione negli studi professionali di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime.
Gli investigatori, coordinati da Marco Graziano, hanno raggiunto inizialmente lo studio da commercialista del cinquantenne a Pietracatella, situato proprio di fronte all’abitazione familiare. Le operazioni si sono successivamente estese anche al secondo studio professionale di Di Vita, in via D’Amato a Campobasso.
Intorno alle 11, l’ex sindaco di Pietracatella è stato accompagnato negli uffici della Questura di Campobasso. Gli inquirenti tengono a sottolineare che Di Vita allo stato attuale non sia iscritto nel registro degli indagati.
La doppia perquisizione rappresenta un nuovo passaggio nell’attività investigativa sulla morte delle due donne, una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Pietracatella.
Al momento non sono stati resi noti gli eventuali elementi acquisiti durante le operazioni, né le ragioni specifiche dell’accompagnamento di Di Vita in Questura. Non risultano inoltre precisazioni sulla sua posizione nell’ambito dell’inchiesta.
Restano dunque da chiarire gli esiti degli accertamenti effettuati questa mattina e gli eventuali ulteriori sviluppi delle indagini sulla morte di Sara e Antonella.