

La gestione dell’acqua in Molise punta sull’innovazione tecnologica, sulla riduzione delle perdite e sul potenziamento delle infrastrutture. GRIM Scarl ha sottoscritto il Patto per la Resilienza idrica promosso da Utilitalia, aderendo all’iniziativa nazionale che punta a rafforzare la capacità del sistema idrico di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire una gestione più efficiente della risorsa.
La firma è avvenuta il 28 settembre a Roma, in occasione dell’apertura del Festival dell’Acqua, durante il quale le imprese del settore hanno rilanciato la necessità di superare la gestione delle emergenze attraverso investimenti strutturali, prevenzione e digitalizzazione.
Per il Molise, l’adesione rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di ammodernamento del servizio idrico integrato. GRIM, che gestisce il servizio in 136 Comuni della regione, è infatti impegnata nella realizzazione di un importante progetto finanziato dal PNRR, finalizzato al monitoraggio avanzato delle infrastrutture e all’individuazione delle perdite.
Si tratta di strumenti destinati a migliorare il controllo della distribuzione, individuare tempestivamente anomalie e dispersioni e rendere più efficiente la gestione dei consumi. L’utilizzo dei dati consentirà inoltre di programmare gli interventi sulle infrastrutture, riducendo progressivamente il ricorso alle riparazioni in condizioni di emergenza.
Il presidente del Consiglio di amministrazione di GRIM, Massimo Saluppo, ha evidenziato come l’adesione al Patto si inserisca nella strategia aziendale per il futuro del servizio idrico regionale. L’obiettivo è sviluppare un sistema capace di anticipare le criticità delle reti e garantire maggiore stabilità e trasparenza ai cittadini, anche in presenza di condizioni climatiche sempre più difficili.
Un ruolo importante sarà svolto anche dalle ulteriori risorse finanziarie intercettate dalla Regione Molise attraverso i fondi europei FESR e il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (PNISSI).
I nuovi finanziamenti permetteranno di ampliare gli interventi oltre le reti di distribuzione dell’acqua potabile, includendo anche l’ammodernamento delle infrastrutture fognarie e il potenziamento tecnologico degli impianti di depurazione presenti sul territorio regionale.
Il Patto promosso da Utilitalia individua sei direttrici strategiche per il futuro del settore: rafforzamento della gestione industriale, digitalizzazione, aggregazione tra operatori, integrazione delle infrastrutture nel ciclo dell’acqua, diffusione di una maggiore cultura della risorsa idrica e valorizzazione del ruolo dei gestori nella prevenzione dei rischi territoriali.
Accanto agli impegni delle aziende, il documento contiene una serie di proposte rivolte alle istituzioni e ad ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Tra le priorità figurano l’incremento degli investimenti, l’introduzione di regole uniformi, gli incentivi all’innovazione e la semplificazione delle procedure autorizzative.
Particolare attenzione viene riservata anche al superamento della frammentazione gestionale, attraverso forme di cooperazione tra imprese e strumenti che facilitino l’accesso ai finanziamenti.
Il progetto nazionale prevede inoltre una maggiore integrazione tra acquedotti, sistemi fognari, impianti di depurazione e tutela degli ecosistemi, promuovendo il riutilizzo dell’acqua, la protezione delle falde e la realizzazione di infrastrutture capaci di fronteggiare periodi di siccità ed eventi meteorologici estremi.
La sfida sarà tradurre gli investimenti e le nuove tecnologie in risultati concreti per i cittadini, attraverso reti più efficienti, un controllo costante delle infrastrutture e una maggiore capacità di prevenire le criticità che interessano il sistema idrico regionale.