

Le Regioni italiane interessate dalla filiera dell’automotive hanno partecipato a una missione istituzionale a Bruxelles per confrontarsi con le istituzioni comunitarie sulle prospettive del settore e sulle politiche europee destinate ad accompagnarne la trasformazione.
L’iniziativa, organizzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nell’ambito della Commissione Attività Produttive, coordinata dall’assessore della Regione Marche Giacomo Bugaro, ha visto la partecipazione anche del Molise, rappresentato dal consigliere delegato Andrea Di Lucente.
Le delegazioni hanno incontrato, tra gli altri, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, oltre agli eurodeputati impegnati sui dossier riguardanti il comparto automotive e ai componenti delle commissioni competenti.
Alla missione hanno preso parte rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte e Puglia, con l’adesione anche di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Veneto.
Nel corso degli incontri con la Commissione europea e con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea, le Regioni hanno presentato un documento congiunto contenente una serie di proposte per il futuro della filiera.
Il punto di partenza è la condivisione dell’obiettivo di una progressiva transizione verso una mobilità sostenibile. Secondo le Regioni, tuttavia, questo percorso dovrebbe essere accompagnato da una politica industriale europea in grado di salvaguardare competitività, investimenti e capacità produttiva.
Il nodo della neutralità tecnologica
Tra i temi indicati come prioritari figura quello della neutralità tecnologica. Le Regioni chiedono un quadro normativo stabile e prevedibile, che consenta di utilizzare differenti tecnologie in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali, valutandone contemporaneamente la sostenibilità economica, industriale e sociale.
Nel documento viene evidenziata la necessità di sostenere gli investimenti nell’innovazione, nella digitalizzazione e nella riconversione industriale, con particolare attenzione alla componentistica e alle piccole e medie imprese.
Tra le proposte figurano inoltre un quadro europeo degli aiuti di Stato più ampio e flessibile, il sostegno all’introduzione di una nuova categoria di veicoli alimentati da carburanti neutri, indicata con l’acronimo VEEF, e una revisione degli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni rispetto ai livelli del 2021.
Le Regioni propongono, in particolare, una proroga delle scadenze attualmente previste per il 2029 e il 2032, anche per quanto riguarda i veicoli commerciali leggeri.
Un altro punto riguarda gli aiuti di Stato, con la richiesta di introdurre uno specifico regime destinato a sostenere gli investimenti produttivi ad alta intensità tecnologica e di capitale, compresi quelli realizzati dalle grandi imprese.
La programmazione europea 2028-2034
Lo sguardo è rivolto anche alla prossima programmazione comunitaria 2028-2034. Le Regioni chiedono il mantenimento di una politica di coesione dotata di risorse adeguate e di strumenti sufficientemente flessibili per accompagnare l’innovazione e la trasformazione industriale.
La proposta è quella di riconoscere l’automotive come una filiera industriale strategica europea e di prevedere uno strumento finanziario dedicato, accessibile anche alle Regioni, ai territori e alle PMI.
Le risorse dovrebbero essere utilizzate per sostenere investimenti produttivi, innovazione, riconversione, componentistica, formazione delle competenze, energia e infrastrutture.
La posizione presentata a Bruxelles punta quindi a coniugare gli obiettivi della transizione ambientale con la salvaguardia del sistema industriale e occupazionale, chiedendo alle istituzioni europee misure che consentano alle imprese e ai territori di affrontare il cambiamento mantenendo capacità produttiva, investimenti e posti di lavoro.