

Negli ultimi anni la questione della pubblica illuminazione a Campobasso è tornata più volte al centro delle segnalazioni dei cittadini. Non si tratta di singoli punti luce fuori uso, ma – sempre più spesso – di intere zone della città rimaste al buio per ore. Una situazione che, negli ultimi mesi, sembra essersi fatta più frequente e che merita un approfondimento serio, lontano da polemiche sterili ma vicino alle esigenze concrete della comunità.
Circa quindici anni fa il Comune aveva scelto una formula contrattuale innovativa con Enel Sole: oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria, la società si faceva carico anche del pagamento delle bollette energetiche. In quel periodo fu avviata la sostituzione delle vecchie lampade con tecnologia a led, con un risparmio stimato intorno al 60% sui consumi. A livello operativo, la collaborazione con la realtà locale Sie aveva garantito interventi tempestivi sulla rete.
Alla scadenza del contratto, una nuova gara ha affidato dal 1° marzo 2020 la gestione del servizio alla società Elettrovit, con un contratto ventennale per un importo annuo di circa 897mila euro oltre IVA. Da allora, secondo numerose segnalazioni raccolte in città, i tempi di intervento in caso di guasti non sarebbero sempre stati immediati. In diversi casi i ripristini sarebbero avvenuti il giorno successivo, lasciando per alcune ore interi quartieri privi di illuminazione, con inevitabili ricadute sulla percezione di sicurezza e sulla viabilità.
È evidente che la continuità di un servizio pubblico essenziale come l’illuminazione non può essere considerata un dettaglio tecnico. La normativa prevede responsabilità in caso di interruzione di pubblico servizio, ma ogni valutazione di natura giuridica spetta agli organi competenti e non può essere affidata a interpretazioni sommarie. Ciò che invece compete alla politica e all’amministrazione è la verifica puntuale del rispetto degli obblighi contrattuali e degli standard di qualità previsti.
Oggi il punto non è cercare colpevoli a tutti i costi, ma comprendere se l’attuale gestione risponda pienamente alle aspettative della città e agli impegni assunti in sede di gara. Se emergessero criticità strutturali o inadempienze, gli strumenti amministrativi per intervenire esistono e devono essere valutati con rigore.
Campobasso ha bisogno di strade illuminate, di risposte rapide e di trasparenza. Su questo terreno si misura la credibilità di chi governa e l’efficacia di chi gestisce un servizio pubblico così delicato.