

Un tratto di spiaggia trasformato da lavori di sbancamento e accumulo di sabbia, senza le autorizzazioni previste dalla normativa. È quanto scoperto lungo il litorale di Campomarino durante un controllo congiunto che ha portato al sequestro di circa 570 metri quadrati di arenile e alla denuncia di tre persone.
L’operazione è stata condotta nella mattinata di venerdì 23 ottobre dagli agenti della Polizia Locale di Campomarino e dal personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Termoli, intervenuti in un’area appartenente al demanio marittimo.
Al momento del controllo erano ancora in corso lavori di movimentazione di ingenti quantità di sabbia attraverso l’utilizzo di un mezzo meccanico. Le operazioni stavano modificando la conformazione naturale della spiaggia, alterando il profilo dell’arenile.
A rendere particolarmente delicata la situazione è stata la collocazione dell’intervento. La zona interessata, infatti, rientra nella rete europea Natura 2000, istituita per garantire la conservazione degli habitat naturali e delle specie protette.
Secondo quanto accertato dagli operatori, i lavori venivano eseguiti senza i prescritti titoli autorizzativi e senza la necessaria Valutazione di incidenza ambientale (VIncA), procedura prevista per verificare le possibili conseguenze degli interventi sugli ecosistemi tutelati.
Le modifiche apportate al terreno, attraverso lo sbancamento e il deposito della sabbia, avrebbero potuto determinare ripercussioni sull’equilibrio ambientale della zona, compromettendo le caratteristiche naturali dell’area costiera.
Di fronte alle irregolarità riscontrate, gli operatori hanno disposto il sequestro d’urgenza sia del mezzo impiegato nelle operazioni sia della superficie interessata dai lavori, interrompendo così le attività ancora in corso.
Tre persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria, alla quale spetteranno le successive valutazioni sulle responsabilità individuali. Per tutti resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
L’intervento rappresenta un ulteriore tassello delle attività di controllo sul territorio costiero, con particolare attenzione alla prevenzione delle trasformazioni non autorizzate del demanio marittimo.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione la necessità di preservare gli ambienti naturali del litorale molisano, soprattutto nelle zone sottoposte a specifici vincoli di protezione, dove anche le modifiche alla conformazione delle spiagge possono incidere su equilibri ambientali particolarmente delicati.