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La legge dei numeri in politica conta più di ogni altra cosa



Le elezioni amministrative di giugno segnano un dato inequivocabile: dove il centro destra è unito vince. Dove si divide perde. In Molise a un anno dalle elezioni regionali si fa a gara a voler mostrare i muscoli senza averli, senza sapere che alivello nazionale potrebbero esserci delle ripercussioni. Salvini secondo molti analisti è giunto al capolinea. I Governatori leghistida Zaia a Fedriga sono pronti a prendersi la Lega. A Verona il candidato di Forza Italia Tosi ha fatto mancare i suoi voti al sindaco uscente Sboarina che gli ha sbattuto la porta in faccia dopo la richiesta di apparentamento. Un suicidio programmato che Berlusconi poteva evitare. Quello che qualcuno sta cercando di fare anche in Molise. Sicuramente chi alza la voce sa di non avere i numeri per farlo, ma sa che solo alzando il tono della polemicarimane a galla. Che Fratelli d’Italia sia un partito che ormai viene considerato il primo in assoluto è fuori di dubbio. Ma continuandocon le litanie del volere a tutti i costi il candidato presidente è pura follia politica. Anche le pietre sanno che a livello nazionale è stato raggiunto l’accordo: in Molise il candidato presidente spetta a Forza Italia. Se a livello centrale si è raggiunto questo accordoperché in Molise c’è sempre qualche voce isolata che si diverte a tirare fuori certe richieste? Se si vogliono rivincere le elezioni regionali tutti, dico tutti, i fautori del centro destra devono mettersi in riga e cominciare a lavorare per l’unità della coalizione per la prossima primavera. Solo uniti si vince. Lo ha detto anche la Meloni che comunque sta seguendo l’evolversi delle fibrillazioni molisane, dove il partito è diviso in due tronconi. Da una parte i filogovernativi con in testa l’assessore Quintino Pallante che è rimasto sempre fedele ai suoi ideali, dall’altra Michele Iorio e Filoteo Di Sandro che hanno un conto aperto con l’attuale governatore Toma. In attesa delle decisioni che prenderà GiorgiaMeloni, tutta l’attenzione è rivolta su Matteo Salvini che ha visto naufragare quel contenitore di destra nazionale che aveva offerto agli italiani. Ma quel ruolo se lo è preso Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia mentre nella Lega a partire da Giorgetti per venire ai Governatori Zaia e Fedriga non vedono l’ora di riportare al Nord produttivo il baricentro del partito. Se così fosse Salvini conterebbe i tempi e dovrebbe guardarsi soprattutto all’interno del suo partito: Lui sa bene che il conto alla rovescia per farlo saltare è iniziato e dimostra evidenti segni di nervosismo. Se Salvini sarà fatto fuori ci saranno contraccolpi anche in Molise dove il coordinatore regionale Marone dovrà fare i salti mortali per mettere su una lista in grado di essere competitiva. Alle prossime regionali Fratelli d’Italia sarà il partito del centro destra che trainerà la coalizione anche se il Governatore spetterà a Forza Italia che indicherà in autunno il nome del candidato presidente che potrebbe essere Toma così come si fa il nome di un autorevole magistrato. A queste scelte dovranno attenersi anche Di Sandro e Iorio. In politica contano i numeri. Anche Iorio e Di Sandro li hanno avuti quando erano al potere. Ora il loro prestigio si è un po’ appassito. Invece, se decideranno di dare il loro contributo con l’onestà che li ha sempre contraddistinti ai tempi del decennio Ioriano sapranno riconquistarsi una fetta del loro elettorato. La democrazia è la cosa più bella del mondo, quando si è maggioranza.

G.D.A.

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