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Allenza pd-5stelle. La nomina di Federico come coordinatore può far saltare tutto anche il Movimento in Molise



C’ aria di tempesta in casa 5 Stelle. Il pomo della discordia e il limite dei mandati parlamentari e non solo. A rischio, tanto per entrare nel merito, ci sono Luigi Di Maio e a livello regionale Patrizia Manzo. Proviamo a mettere dei tasselli per capire cosa sta accadendo. Conte rilancia in continuazione perché ha il mandato a “rompere”, dicono i 5 Stelle più filogovernativi, che lo accusano di essere di umore variabile, essendo un politico che si adatta a tutto: è cattolico ma anche laico, populista ma anche europeista. “Lezioni da Di Maio di Democrazia – ha sostenuto Conte – fanno sorridere. Lui deve dirci se veramente vuole uscire dal partito”. Anche il garante Beppe Grillo rompe il silenzio dopo il flop delle amministrative e con un post sul suo blog sostiene l’importanza di mantenere la regola dei due mandati che deve rimanere immutata. Un chiaro avvertimento a Di Maio che secondo Grillo avrebbe alzato troppo il gomito. Non si è fatta attendere la risposta di Luigi Di Maio che ha attaccato sia il capo politico Conte che il garante Grillo. Il ministro degli Esteri ha innescato nuove bordate contro l’ex presidente del consiglio: “Il Movimento rischia di diventare la forza politica dell’odio. Ricordo prima di tutto a me stesso che nel nostro statuto c’è il rispetto della persona”. Molto chiaro Di Maio. Chissà cosa ne pensa qualche grillino molisano. Un intervento tutto in difesa della norma che impedisce ai parlamentari di candidarsi per un terzo mandato. Nei filogovernativi c’è la paura che Conte utilizzi il voto sul terzo mandato per far terminare la carriera politica di Di Maio, impedendogli di ricandidarsi. E poi ci sono vecchi rancori su dissidi mai del tutto sopiti. Quanti sarebbero pronti a seguire Di Maio in un eventuale scontro con l’attuale leader? Almeno una novantina di parlamentari, praticamente tutti quelli sicuri di non essere rieletti. Dunque, se prevarrà il limite dei due mandati molti dei 5 stelle della prima ora rimarrebbero fuori.

Anche a livello regionale chi rischia di più è Patrizia Manzo, che ha due mandati. La scorsa volta è risultata la più votata in assoluto con settemila preferenze. Un risultato che difficilmente potrà essere eguagliato in Molise. Anche lei sa bene di rischiare. Come suo solito rimane super abbottonata ed evita qualsiasi polemica. Mantiene sempre un comportamento lineare e molto serio. Ma c’è invece chi gioisce in casa 5 Stelle. In quanto la non candidatura di Manzo aprirebbe nuovi scenari. Queste fibrillazioni sono guardate con attenzione sia dal Pd nazionale che molisano. Il segretario regionale Vittorino Facciolla ha iniziato a dialogare con gli amici di Renzi e Calenda. Un aspetto che piace molto ai democratici della prima ora. Una discussione tra partiti che hanno una storia comune che non potrebbe che aumentare i consensi, prendendo voti anche da chi è rimasto deluso dai comportamenti del dopo Renzi. Solo in seconda battuta il Pd inizierà a dialogare con i grillini. Ma questa ipotesi piace sempre meno ai simpatizzanti del Pd. Per questo motivo Facciolla sta provando a capire quali sono le reali intenzioni degli amici di Calenda e di Renzi. Se riuscirà a fare sintesi insieme agli altri partiti di sinistra potrebbe giocarsi la carta dell’unità per presentarsi alle prossine regionali con l’abito da festa. Ma c’è anche lo scenario nel quale Antonio Federico fresco di nomina di coordinatore regionale degli stellati per scelta diretta di Giuseppe Conte, abbia avvelenato un pò i pozzi e “sconciato” i piani di qualcun’altra del movimento 5 stelle molisano. Che tra Greco e Federico non ci siano ottimi rapporti è risaputo, difatti il neo coordinatore ha scelto come suo protegè il sindaco di Campobasso Gravina ed in questi quattro anni di consiliatura regionale i rapporti con greco&co. sono stati davvero minimali. Adesso però la sua nomina a coordinatore potrebbe avere due importanti sviluppi, uno certo ed uno probabile. Federico essendo il coordinatore regionale sarà la persona incaricata a far sedere intorno al tavolo i suoi iscritti in Molise e farli decidere a chi spetterà la candidatura come Presidente alle regionali del 2023, facendo di certo pesare le suo preferenze. Il secondo scenario, più retroscenistico, vorrebbe che la nomina di Antonio Federico a coordinatore regionale dei 5 stelle non fosse altro che l’atto ufficiale da parte di Conte di averso designato come candidato alla presidenza della Giunta nel 2023, cosa che di certo non farà sorridere Greco e la Manzo, ma di certo non farà stare tranquilla Micaela Fanelli che in caso di accordo tra PD e 5Stelle, si potrebbe trovare nella situazione di dover accettare la candidatura di Federico come presidente della coalizione giallorossa e civici, e di conseguenza di doversi rassegnare ad essere la candidata capolista del PD ma come semplice consigliera. Certo di tempo ne manca davvero troppo per fare previsioni attendibili, considerando la velocità con la quale muta la politica di questi tempi, ma siamo certi che l’inserimento dall’alto di Antonio Federico abbia fatto spuntare il sorriso davvero a pochissimi nel suo partito ed in tutto il centrosinistra, e facendo tornare al galoppo l’incubo dello spaccaemnto della coalizione che vedrebbe sia il PD che i 5 stelle concorrere da avversari per le poltrone di Palazzo D’Aimmo. Chi vivrà vedrà. Questo è certo.

G.D.A.

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