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I sogni nel cassetto del Presidente Toma. L’editoriale di G.D.A

Donato Toma alla Convention nazionale di Forza Italia a Roma



Donato Toma non vede l’ora di confrontarsi con i partiti del centro destra per capire quale sarà il suo futuro. Lui sa bene di essere in campagna elettorale ed è molto attivo. È stato alla convention di Forza Italia, ha parlato con Berlusconi, ed ora è volato alla Bit di Milano dove il Molise vuole essere protagonista. L’unico problema è ricucire lo strappo con alcuni consiglieri della maggioranza. Un consiglio: non si comporti da presidente ma da candidato. La campagna elettorale è già iniziata e i pretendenti al trono sono tanti. L’importante sarà arrivare al cuore dei molisani. Probabilmente deve scrollarsi di dosso l’immagine di presidente di una certa élite. Attualmente è un presidente stimato da moltissimi, detestato dai soliti noti e amato da pochi. Ciò non toglie che ha coraggio da vendere. Le sue idee a volte cozzano con la realtà ma ha dimostrato di essere un uomo di visione e molto intelligente. Ma è poco propenso a riconoscere chi gli è amico e chi no. Pensi soprattutto a dire di no quando deve dirlo. Ma di evitare di dire si è poi se ne dimentica troppo in fretta. La pandemia l’ha affrontata inizialmente con un po’ di difficoltà. D’altronde anche i suoi colleghi di altre regioni hanno passato momenti peggiori. Per lui è stata la prova del nove. Nell’ultimo anno ha capito qualche suo errore di valutazione e sta cercando di recuperare consensi. Invia tramite il suo entourage comunicati a getto continuo per dimostrare tutto il suo impegno. Lui, uomo moderato e di centro ha bisogno di tutte le forze del centro destra, da Forza Italia alle Lega, da Fratelli d’Italia ai centristi che mai come in questo momento rappresentano l’ago della bilancia alle prossime elezioni regionali. Mai come in questo momento ha bisogno di Micone, Cefaratti, D’Egidio, Calenda Niro, Di Lucente, Di Baggio. In questi quattro anni si è trovato ad affrontare alcune criticità mai registrate in Molise: la disoccupazione ma soprattutto la pandemia e gli effetti collaterali della guerra in Ucraina. Ha provato con onestà a superare le ansie con alcune misure concrete, nei limiti della spesa regionale. Aiuti a imprese in difficoltà, a famiglie in ginocchio. Ma l’impegno che più lo attende è quello di favorire l’unità del centro destra e fare chiarezza. Avrebbe voluto fare tante cose ma la pandemia lo ha messo in ginocchio. Questi ultimi due anni lo hanno temprato ed ora sta cercando di recuperare terreno puntando a sfide molto impegnative. Di fronte alla pandemia e alla guerra sta cercando di dotarsi di meccanismi utili quanto meno a fronteggiarle se non ad armi pari ma con l’impegno. Senza dubbio gli è mancato il tempo per fare quello che aveva in mente ma in questi ultimi dodici mesi deve far capire di che pasta è fatto e dove vuole arrivare. Prima di tutto affrontando a viso aperto le questioni legate alla sua maggioranza. Per alcuni detrattori ha dedicato troppo tempo a cos futili e secondarie. Ora deve puntare a cose essenziali che lasciano il segno, altrimenti non lascerà traccia del suo mandato. A cominciare dalla Bit di Milano, orgoglioso di essere portatore di un progetto in grado di garantire lavoro e opportunità di sviluppo della nostra regione. Le bellezze del Molise rappresentano il grande patrimonio culturale e la forza di coloro che credono ancora nel Molise e meritano il massimo rispetto. Pensierino finale: si guardi attorno e capisca veramente chi gli rema contro.

G.D.A.

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