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Programma operativo, confronto Toma ed il Comitato Pro-Cardarelli



Conferenza dei sindaci, Comitato SS. Rosario, Consiglio comunale d’Isernia, sindaci Basso Molise, Ordine dei medici, Ordine professioni infermieristiche, Comitato San Timoteo: sono gli appuntamenti che fin qui hanno scandito il giro di concertazione voluto dal commissario ad acta, Donato Toma, per l’elaborazione del nuovo Programma operativo 2022-2024. Le consultazioni proseguiranno, a stretto giro, con i sindacati, il Consiglio comunale di Campobasso e si concluderanno con un passaggio in Consiglio regionale. Entro giugno dovrebbe essere pronta la bozza sulla quale ci sarà il confronto con il Tavolo tecnico interministeriale.
Intanto, questo pomeriggio Toma, il subcommissario, Giacomo Papa, e il direttore della Salute della Regione Molise, Lolita Gallo, hanno incontrato i rappresentanti del Comitato Pro-Cardarelli.
Con riferimento al Presidio ospedaliero del capoluogo regionale, Toma ha ricordato che va riconfermato il DEA di primo livello, assicurando, però, maggiore funzionalità attraverso il potenziamento del personale, a partire dai posti di primario, alcuni dei quali sono stati già coperti, per finire agli infermieri e agli operatori socio-sanitari.
I rappresentanti del Comitato hanno espresso apprezzamento per i tempi con i quali si sta procedendo alla predisposizione del Programma operativo. Sulla cardiochirurgia e sulla neurochirurgia hanno chiesto che si formalizzi un’integrazione funzionale con i privati per assicurare la disponibilità di posti letto dedicati. Riqualificazione e revisione delle Unità operative complesse, con particolare riguardo ad Anatomia patologica, Oncologia, Radiologia interventistica, sono le altre richieste fatte dal Comitato che ha sollecitato, inoltre, il potenziamento della Medicina territoriale. In relazione a quest’ultimo punto, il presidente ha chiarito che già si sta intervenendo, soprattutto attraverso la Misura 6 Salute del Pnrr. Si è mostrato possibilista sulla questione delle Unità operative complesse, mentre per quanto riguarda l’integrazione con i privati per cardiochirurgia e neurochirurgia si è riservato di verificare se le proposte avanzate siano in linea con la normativa .

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