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Novembre 3, 2026

Il Molise conquista Acqualagna con il suo tartufo bianco: lo chef Fabio Sparvieri porta in tavola i sapori della regione.



Il tartufo bianco molisano protagonista alla 61ª Fiera Internazionale di Acqualagna. Lo chef di Montenero di Bisaccia rappresenta la regione al Tartufo Award 2026 con un piatto che celebra le eccellenze locali. Micone: «Un patrimonio da valorizzare sui mercati nazionali e internazionali».

Il Molise si ritaglia uno spazio di primo piano in una delle manifestazioni enogastronomiche più importanti d’Italia, portando ad Acqualagna il profumo e la qualità del suo tartufo bianco. A rappresentare la regione, nell’ambito della 61ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, è stato lo chef Fabio Sparvieri, originario di Montenero di Bisaccia, protagonista del Tartufo Award 2026, la quarta Gara nazionale delle Città del Tartufo.

Una competizione che ha riunito sei territori italiani, chiamati a raccontare le proprie tradizioni gastronomiche attraverso piatti capaci di esaltare uno degli ingredienti più preziosi della cucina italiana. A condurre l’evento Federico Quaranta, davanti a una platea composta da professionisti della ristorazione, produttori, esperti e appassionati.

Lo chef molisano ha scelto di puntare sull’identità della propria terra, presentando una creazione dal nome evocativo: «Eclissi di sottobosco molisano». Un piatto che ha visto protagonista il tartufo bianco del Molise, accompagnato da crema di caciocavallo di Capracotta, erbe campestri e nocciole tostate. Ingredienti selezionati per costruire un percorso di sapori legato alle tradizioni, alla biodiversità e alle produzioni locali.

Sebbene non sia arrivato il podio, Sparvieri ha saputo distinguersi nella competizione, confrontandosi con chef provenienti da territori dalla consolidata tradizione gastronomica. Un’esperienza che ha permesso di accendere i riflettori sulle potenzialità della cucina molisana e sulla qualità delle sue materie prime.

Determinante il contributo del Centro Tartufi Molise (CTM) della famiglia Palombo, che ha messo a disposizione il tartufo bianco utilizzato nella preparazione. L’azienda, rappresentata ad Acqualagna dalla contitolare Sandra Palombo, opera da venticinque anni nella valorizzazione, selezione, lavorazione e commercializzazione del prezioso prodotto, contribuendo alla sua diffusione anche sui mercati internazionali.

Lo chef molisano ha scelto di puntare sull’identità della propria terra, presentando una creazione dal nome evocativo: «Eclissi di sottobosco molisano». Un piatto che ha visto protagonista il tartufo bianco del Molise, accompagnato da crema di caciocavallo di Capracotta, erbe campestri e nocciole tostate. Ingredienti selezionati per costruire un percorso di sapori legato alle tradizioni, alla biodiversità e alle produzioni locali.
Sebbene non sia arrivato il podio, Sparvieri ha saputo distinguersi nella competizione, confrontandosi con chef provenienti da territori dalla consolidata tradizione gastronomica. Un’esperienza che ha permesso di accendere i riflettori sulle potenzialità della cucina molisana e sulla qualità delle sue materie prime.
Determinante il contributo del Centro Tartufi Molise (CTM) della famiglia Palombo, che ha messo a disposizione il tartufo bianco utilizzato nella preparazione. L’azienda, rappresentata ad Acqualagna dalla contitolare Sandra Palombo, opera da venticinque anni nella valorizzazione, selezione, lavorazione e commercializzazione del prezioso prodotto, contribuendo alla sua diffusione anche sui mercati internazionali.

Per Micone, il tartufo non rappresenta soltanto un prodotto di eccellenza, ma anche una concreta opportunità di crescita economica, turistica e occupazionale. Da qui l’impegno dell’Assessorato a rafforzare la filiera, sostenere cercatori e produttori, accompagnare le aziende e favorire una maggiore presenza del tartufo molisano sui mercati italiani ed esteri.

Un obiettivo condiviso da Sandra Palombo, che ha ribadito la necessità di associare sempre più strettamente il prestigio del prodotto alla sua provenienza geografica.

«Il tartufo molisano non ha nulla da invidiare a quello dei territori italiani più conosciuti: possiede caratteristiche organolettiche, intensità aromatica e qualità che lo rendono particolarmente apprezzato», ha affermato l’imprenditrice.

Palombo ha inoltre richiamato l’attenzione sul lavoro dei cercatori, sulla conoscenza dei boschi e sull’esperienza delle persone che contribuiscono quotidianamente a mantenere viva questa attività. Un patrimonio di competenze che, insieme alle caratteristiche naturali del territorio, costituisce uno dei punti di forza della produzione molisana.

La sfida, secondo la contitolare del CTM, è fare in modo che il consumatore riconosca non soltanto la qualità del tartufo acquistato, ma anche il territorio dal quale proviene. Un percorso che richiede investimenti nella comunicazione, collaborazione tra aziende e sostegno delle istituzioni.

La presenza ad Acqualagna assume dunque un significato che va oltre il risultato della competizione culinaria. È un’occasione per rafforzare la riconoscibilità del Molise in un settore nel quale la regione dispone di risorse naturali, competenze imprenditoriali e tradizioni gastronomiche di grande valore.

Il tartufo bianco può diventare uno dei simboli più riconoscibili del Molise, capace di collegare agricoltura, turismo, ristorazione e sviluppo economico. L’esperienza del Tartufo Award 2026 dimostra quanto la collaborazione tra chef, produttori e istituzioni possa contribuire a raccontare una regione che ha tutte le potenzialità per affermare la propria identità nel panorama dell’enogastronomia nazionale e internazionale.

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