

L’elettrificazione della linea ferroviaria e il ritorno dei treni nel capoluogo molisano tornano al centro dello scontro politico regionale. A sollevare nuovi interrogativi sullo stato di avanzamento degli interventi è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, che punta il dito contro la Giunta Roberti, denunciando ritardi, comunicazioni poco chiare e l’assenza di risultati concreti su una delle infrastrutture considerate strategiche per il futuro del Molise.
Al centro delle contestazioni c’è l’annuncio, risalente a circa venti giorni fa, con il quale il presidente della Regione Francesco Roberti e l’assessore Marone avevano comunicato l’aggiudicazione della gara relativa agli interventi necessari per completare l’elettrificazione ferroviaria. Si tratta, in particolare, delle opere da realizzare nelle gallerie che attualmente impediscono la ripresa dei collegamenti ferroviari da Campobasso.
Secondo quanto riferito da Gravina, tuttavia, sul portale ufficiale di Rete Ferroviaria Italiana non risulterebbe alcuna traccia dell’aggiudicazione annunciata. Una circostanza sulla quale il consigliere chiede chiarimenti immediati, temendo ulteriori slittamenti del cronoprogramma.
«Si attendevano novità sull’elettrificazione della linea ferroviaria, ma a quanto pare non ce ne sono, e i tempi rischiano di allungarsi ulteriormente», afferma l’esponente pentastellato, spiegando di aver presentato, insieme al proprio gruppo, un’interpellanza urgente durante l’ultima seduta del Consiglio regionale.
L’iniziativa punta a ottenere risposte sullo stato effettivo della procedura e sulle attività di monitoraggio da parte dell’amministrazione regionale. Per Gravina, infatti, il problema non riguarda soltanto l’esecuzione materiale dei lavori, ma anche la capacità delle istituzioni di seguire costantemente gli interventi e intervenire quando emergono criticità.
La questione ferroviaria si inserisce in un quadro infrastrutturale che il consigliere giudica fortemente penalizzante per il territorio. Accanto all’elettrificazione, Gravina richiama anche il progetto della strada a quattro corsie, indicandolo come un altro obiettivo fondamentale sul quale, a suo giudizio, gli impegni politici non si sarebbero tradotti nei risultati attesi.
«Servirebbe un lavoro serio, non fatto di proclami che puntualmente vengono smentiti alla fine di un mandato elettorale», sostiene, criticando quella che considera una distanza crescente tra gli annunci della politica e le condizioni reali della mobilità molisana.
Particolarmente duro il passaggio dedicato a Campobasso, che continua a fare i conti con l’assenza dei collegamenti ferroviari dalla propria stazione. Una situazione che, secondo Gravina, compromette le prospettive di sviluppo economico, turistico e culturale dell’intero territorio.
Il consigliere richiama anche la candidatura di Campobasso a Capitale italiana della Cultura, evidenziando quella che considera una contraddizione evidente: promuovere il capoluogo come destinazione culturale senza garantire un sistema di trasporti adeguato a raggiungerlo.
«Si parla di Campobasso come capitale italiana della cultura, ma se a Campobasso non ci si può arrivare è un grave problema», osserva Gravina, sottolineando come l’isolamento infrastrutturale rappresenti un ostacolo non soltanto per il capoluogo, ma per tutte le aree interne della regione.
L’esponente del Movimento 5 Stelle definisce inoltre incredibile che Campobasso continui a essere, secondo quanto da lui evidenziato, l’unico capoluogo regionale senza un treno in arrivo alla propria stazione.
Nel suo intervento Gravina affronta anche il rapporto tra maggioranza e opposizione, ribadendo che sulle grandi opere infrastrutturali dovrebbero prevalere gli interessi collettivi rispetto alle appartenenze politiche. Pur ricordando la bocciatura di una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, chiarisce che l’obiettivo non è ottenere un riconoscimento politico, ma vedere finalmente completati gli interventi.
«Di una mozione votata favorevolmente non me ne faccio nulla», afferma, spiegando che i cittadini hanno bisogno di opere funzionanti e collegamenti efficienti, non di ulteriori passaggi formali privi di conseguenze concrete.
La battaglia politica, intanto, potrebbe spostarsi nuovamente sul piano nazionale. Gravina annuncia infatti l’intenzione di coinvolgere i rappresentanti parlamentari del Movimento 5 Stelle per approfondire la vicenda con RFI, seguendo un percorso già intrapreso su altre vertenze industriali che interessano il Molise, tra cui Stellantis e Responsible.
Non manca, infine, un affondo nei confronti dell’assessore regionale Marone, del quale Gravina richiama anche il ruolo di consigliere giuridico del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
«Questo è il paradosso: stare nella stanza dei bottoni e non premere i bottoni giusti per questa regione», conclude il consigliere regionale.
Resta dunque aperta la questione dei tempi necessari per restituire a Campobasso collegamenti ferroviari regolari. Al di là delle polemiche politiche, il nodo centrale riguarda ora la verifica dell’effettivo stato della procedura di aggiudicazione, l’avvio degli interventi nelle gallerie e la definizione di un calendario attendibile per il completamento dell’elettrificazione.
Su questi aspetti il Movimento 5 Stelle chiede risposte alla Regione, mentre il capoluogo molisano continua ad attendere il ritorno dei treni nella propria stazione.