Maltempo e strade danneggiate nel Basso Molise, Puchetti respinge le accuse di ritardi: “Cantieri entro il 2026”.
Ottobre 30, 2026
Stellantis Termoli, il futuro industriale approda in Parlamento: il M5S chiede garanzie su investimenti e posti di lavoro.
Ottobre 30, 2026

Il post di Vinicio: “Evviva, il fianco sinistro del consiglio regionale accenna a svegliarsi”.



Dopo settimane di silenzio, anche l’opposizione regionale accende i riflettori sui rischi del nuovo federalismo fiscale per il Molise. Ma cosa potrebbe accadere a una regione già segnata da debiti, redditi bassi e una limitata capacità fiscale?

Nel suo intervento di oggi, Vinicio torna sull’argomento con la consueta ironia pungente, chiamando in causa maggioranza e opposizione e ponendo una domanda che riguarda il futuro di tutti i molisani: «E allora, come farà il Molise?»

Buona lettura con Il Post di Vinicio.

Accantonata la strategia dell’opossum (ricordate?) ‒ quella di fingersi morti, sperando che i problemi scompaiano da soli ‒, il centrosinistra ha impiegato oltre un mese per leggere un decreto legislativo. E, una volta letto, è finalmente riuscito a svegliarsi dal torpore.

Il 24 settembre, con il post «𝗡𝗢𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗕𝗨𝗢𝗡𝗔 𝗢 𝗖𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗔?», avevo richiamato l’attenzione dei politici regionali sul decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, che ha introdotto una profonda riforma in materia di tributi regionali e locali e ha dato attuazione al percorso del federalismo fiscale regionale.

Il 13 ottobre, con il post «𝗣𝗢𝗟𝗜𝗧𝗜𝗖𝗜 𝗠𝗢𝗟𝗜𝗦𝗔𝗡𝗜: 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗣𝗜𝗧𝗜, 𝗔𝗦𝗦𝗢𝗡𝗡𝗔𝗧𝗜 𝗢 𝗗𝗢𝗥𝗠𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜?», avevo nuovamente segnalato le gravi conseguenze che il nuovo assetto avrebbe potuto comportare per il Molise e per le altre regioni del Sud. Avevo anche ricordato che la Giunta regionale della Puglia si era già attivata per impugnare davanti alla Corte costituzionale, in particolare, l’articolo 33 del decreto

Alla Puglia si è poi aggiunta la Campania.

Il 27 ottobre, i consiglieri regionali di centrosinistra del Molise hanno presentato una mozione per chiedere alla maggioranza di centrodestra di assumere una posizione netta contro il nuovo assetto del federalismo fiscale e contro il rischio di un ulteriore impoverimento del Molise e di un ampliamento delle disuguaglianze tra Nord e Sud.

Ricordiamo che il nuovo sistema ridisegna il rapporto finanziario tra Stato e Regioni, modificando i meccanismi di finanziamento e sostituendo, a partire dal 2027, alcuni trasferimenti statali con una compartecipazione regionale al gettito IRPEF. Sono previsti anche meccanismi perequativi, ma resta da verificare se e in quale misura saranno sufficienti a tutelare i territori con minore capacità fiscale.

Ripetiamo la domanda già posta il 14 settembre.

𝗘 𝗮𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮: 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗮̀ 𝗶𝗹 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲?

Con la sua ridottissima popolazione e con i suoi numeri ‒ un debito di centinaia di milioni di euro, un reddito medio IRPEF di circa 20.400 euro, un reddito disponibile pro capite di appena 18.660 euro e il 31,9% dei contribuenti con un reddito imponibile compreso tra 0 e 10.000 euro ‒, quanto potrà reggere il nuovo sistema se le risorse perequative e gli altri trasferimenti statali non saranno sufficienti a compensare la sua debole capacità fiscale?

𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀, 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗿𝘀𝗶. 𝗟𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗼𝗹𝗶𝘀𝗲 𝗲̀ 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗮, 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗳𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗶𝘂𝗻𝘁𝗮, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗶:

«𝗟𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲».

𝗗𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *